VALLO di DIANO: Macrì, da Padula all’Accademia Navale di Livorno

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Non solo è nato e cresciuto a Padula (ridente paese del Vallo di Diano) ma è riuscito, dopo gli studi a raggiungere la città di Livorno per entrare in una delle più prestigiose accademie militari navali del mondo.

Il suo nome è Giuseppe Macrì che con la sua perseveranza e le scelte di vita ha sicuramente nobilitato una famiglia (quella di appartenenza ma anche un’intera comunità ed un territorio di chiaro riferimento.

Macrì è l’esempio più plastico del volere e potere, anche per un giovane delle aree interne, dimenticate da Dio e dagli uomini della politica che potrebbero fare e non fanno, che lasciano tutto all’iniziativa personale dei giovani, iniziative che fortunatamente non mancano e che quando voglio riescono ad affermarsi comunque e dovunque.

ACCADEMIA NAVALE di LIVORNO – L’Accademia navale di Livorno è un ente di formazione universitaria militare, aperto a entrambi i sessi, che si occupa della formazione tecnica e della preparazione militare degli allievi ufficiali della Marina Militare italiana, posto alle dipendenze dell’Ispettorato scuole della Marina Militare. La Regia scuola di Marineria nacque, con decreto del 20 settembre 1868,[1] dall’unione della “Regia Scuola di Marina” di Genova (istituita nel 1816), della Marina del Regno di Sardegna istituita il 1º ottobre 1815[2] e di quella borbonica, la Real Accademia di Marina fondata nel 1715 a Napoli, a seguito dell’Unità d’Italia e dell’istituzione della Regia Marina. Quando l’allora Ministro della Marina, ammiraglio Augusto Riboty, unificò le due scuole in un unico istituto, le suddivise in due comandi, detti divisioni. Da quel momento gli allievi seguirono i primi due anni di corso presso la sede di Napoli e gli ultimi due a Genova. L’istituzione segue l’auspicio del conte Camillo Benso di Cavour che aveva propugnato la creazione di un’unica scuola per l’istruzione e l’educazione dei giovani Ufficiali, a Livorno, sede ideale per la sua posizione geografica.[3]Solo nel 1878, con la trasformazione della Scuola in Accademia Navale, con legge presentata dall’allora ministro della Marina, l’ammiraglio Benedetto Brin, fu indicata come sede Livorno. (fonte Wikipedia). Tremiladuecento aspiranti e centoventi vincitori: due cifre che la dicono lunga sulla selezione che anche per questo anno di studi l’Accademia Navale ha operato. Cifre che sono state riferite giovedì scorso nella cerimonia di apertura dell’anno accademico, presente il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Biagio Abrate, il capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio di squadra Bruno Branciforte e il professor Lorenzo Braccesi, ordinario di storia all’Università di Padova. Il comandante dell’Accademia Navale, ammiraglio di divisione Giuseppe Cavo Dragone, ha ricordato agli allievi appena entrati nell’istituto gli impegni a una vita dura, di sacrifici ma anche di soddisfazione, che hanno scelto. Un invito a puntare all’eccellenza e ai valori etici in un momento di pesanti tagli economici sulle forze armate è venuto anche dal generale Abrate, che si è detto in qualche modo “tutelato” dal fatto che a ministro della difesa sia stato nominato un ammiraglio di larga e riconosciuta qualità. Sottolineata negli interventi l’alta percentuale di donne nella nuova prima classe dell’Accademia, il venti per cento del totale.

Tutto questo per dare, ovviamente, la dimensione dell’Accademia e di tutte le difficoltà per essere ammessi agli esami e, poi, eventualmente sauperarli.

LA NOTIZIASabato 6 dicembre scorso, nel piazzale d’onore dell’Accademia Navale di Livorno, durante la cerimonia di giuramento della prima classe della Marina Militare, l’allievo del 2º anno del Genio Navale Giuseppe Macrì, originario di Padula, ha ricevuto il Premio di Studio “Gianna Pozzi Lusuardi”. All’evento erano presenti, tra le altre autorità, l’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina, e l’Ammiraglio Alberto Tarabotto, Comandante dell’Accademia Navale, insieme a numerosi familiari e ospiti. Il premio, intitolato alla memoria di Gianna Pozzi Lusuardi, viene conferito ogni anno a un allievo che si è particolarmente distinto per il rendimento accademico nel primo anno di corso, a testimonianza dell’attenzione dell’Accademia verso lo studio e la formazione dei futuri ufficiali. La scelta di assegnare questo riconoscimento a Macrì conferma il buon livello del percorso intrapreso dal giovane padulese, che ha saputo coniugare serietà, impegno e continuità nei risultati (fonte FaceBook).

Altro che semplice soddisfazione per la famiglia Macrì di Padula, qui si tratta di vero e proprio orgoglio non solo personale di Giuseppe ma di tutta la famiglia e dell’intera comunità; entrare nell’Accademia Navale di Livorno è un sogno da sempre per tante generazioni di giovani; e Giuseppe Macrì, con tanta buona volontà e bravura, ci è riuscito e già da due anni fa parte della più prestigiosa accademia navale al mondo.

 

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