Aldo Bianchini
SALERNO – Non solo perché ho una certa, ma per abitudine consolidata guardo molti programmi televisivi nazionali, ovvero i famosi talk-show soprattutto se di natura politica e/o a sfondo di giornalismo investigativo.
Da buon socialista (quel socialismo degli anni c he furono) molto raramente mi soffermo a guardare i pungenti programmi d’inchiesta in onda su Rai/3, alcuni dei quali hanno una incontestabile struttura troppo unidirezionale e, qualche volta, radicale ai massimi livelli. E per essere spacciata come informazione del servizio pubblico mi sembra quanto meno un po’ esagerato come concetto da assumere a base di un modo di fare giornalismo.
Forse andava anche bene negli anni 70-80 quando al PCI venne assegnato il canale appena uscito (Rai/3 appunto) mentre la DC rimaneva sulla tolda di Rai/1 ed al PSI dell’epoca veniva attribuito, con molta riluttanza, l’intermedio canale di Rai/2.
Ma ai tempi di oggi, sia con l’avvento delle tv private che con il cambiamento dei tempi, questa ripartizione forzata mi appare sinceramente fuori dalla grazia di Dio.
E veniamo ai fatti di oggi, fatti che riguardano direttamente il nostro territorio e che incidono sul nostro modo di vivere la comunità e del desiderio di assumere l’informazione nazionale nella maniera più indipendente possibile.
Non ne parliamo, poi, quando si tratta della nostra sanità pubblica che è oggetto di continue aggressioni da parte della stampa nazionale e, soprattutto, delle trasmissioni televisive in onda su Rai/3.
Non intendo assolutamente demonizzare la trasmissione Far West condotta da Salvo Sottile, non ho neppure le capacità professionali e tecniche per farlo, ma da telespettatore che osserva con attenzione non può sfuggirmi che questo tipo di trasmissioni sfuggono alle regole deontologiche alla base del giornalismo per sfociare molto spesso in equivoche aggressione per fare titoli e numero di telespettatori, fondando le stesse trasmissioni essenzialmente su interviste di personaggi che, come nel caso del nostro Ruggi, hanno fatto della copertura sindacale il loro modo quotidiano di opporsi allo stato istituzionale delle cose; anche perché o trombati nelle loro aspettative di carriere e interessi o perché già fuori perché in stato di quiescenza. Quasi come a dire che la sanità pubblica nostrana è ridotta al rango del mitico o famigerato far west di americana memoria dove era pèossibile di tutto e di più.
La puntata di Far West del 12 dicembre 2025 ha focalizzato, si fa per dire, nel suo mirino il reparto (oggi detta divisione) di Ostetricia e Ginecologia, retta pro-tempore dal dr. Giuseppe Laurelli (vincitore di regolare concorso pubblico), con un attacco viscerale e senza risparmio di colpi bassi.
Ma ecco che, proprio in riferimento a quella trasmissione una signora di Roma, ricoverata nel Ruggi dal 2 al 9 dicembre proprio in Ostetricia-Ginecologia, ha scritto al Ruggi una lettera molto bella per smantellare ciò che è stato apoditticamente ideologizzato nella trasmissione Far West; a stralcio Vi proponiamo alcuni passaggi:
- Egregio Direttore Generale, con la presente desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento e apprezzamento per l’eccellente assistenza ricevuta presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia della Vostra struttura;
- Sono stata assistita – prima in day hospital e successivamente in regime di degenza – presso il Vostro nosocomio dal 2 dicembre al 9 dicembre, periodo durante il quale sono stata sottoposta a una laparoisterectomia totale, intervento complesso non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico.
- L’intervento chirurgico è stato eseguito personalmente dal Dott. Laurelli – che con piacere inserisco in cc – la cui elevata competenza professionale e la capacità di trasmettere fiducia hanno rappresentato per me un elemento fondamentale nell’affrontare il percorso operatorio.
- Desidero infine precisare che, pur non avendo avuto modo di vedere personalmente la trasmissione, mi è stato riferito che nella giornata di ieri è andato in onda un servizio della trasmissione “Far West”, nel quale la struttura è stata oggetto di rappresentazioni di segno negativo.
- Proprio per questo ritengo ancora più doveroso portare all’attenzione della Direzione la mia esperienza diretta, vissuta all’interno del reparto di Ostetricia e Ginecologia ….
La signora R.R., residente a Roma, non demonizza niente e nessuno ma con la sua semplice espressione di persona attenta alla funzionalità della sanità pubblica semplicemente la verità sullo stato delle cose all’interno del Ruggi; un ospedale nel quale ovviamente si muore ed anche si può curare male, ma questo accade in tutti gli ospedali del mondo.
Direttore carissimo,
con o senza Salvo Sottile,basta entrarci in caso di malaugurata necessità per capire quanto poco e male sia gestito quell’orrendo posto!!!