Era una di quelle sere in cui lo scialbo spettacolo dei media italiani, ai quali non sono più abituato vivendo all’estero da anni, mi deprimeva oltre ogni immaginazione, uno di quei momenti in cui si desidera evadere o immergersi nella positività di una storia reale, tangibile, genuina. Scorrendo i social mi sono imbattuto in un post decisamente intrigante su come le persone con disabilità visiva praticano il gioco del rugby, è di una pagina chiamata L’Universo tra le Dita; al che inizio ad indagare e scopro una figura eccezionale ed un mondo a me prima sconosciuto.
Scopro l’esistenza del Dott. Michele Mele, leggo articoli su di lui, ascolto qualche sua intervista e guardo il documentario della Rai sulla sua storia all’interno di I Nuovi Eroi. Matematico, ricercatore in ottimizzazione combinatoria e in storia della scienza all’Università del Sannio, pioniere dell’accessibilità all’arte, vicedirettore della Academy of Blind Scientists, speaker all’ONU, divulgatore dall’eloquenza diretta e appassionante, critico musicale e molto altro, il tutto a soli trentaquattro anni – a proposito, dove sono quelli che parlano solo male dei giovani? Scopro che la pagina si chiama come il suo primo libro, ma, sarà perché mi attendeva una trasferta di duecento chilometri in auto, mi colpisce il nome del secondo: “Il Richiamo della Strada”. Lo acquisto immediatamente, mi arriva pochi giorni dopo e io finisco inaspettatamente per ringraziare lo squallore della TV per avermi fatto scoprire questa storia fuori dal comune e questo libro meraviglioso.
Il libro racconta una storia vera, quella di John Metcalf, noto anche con il nomignolo Blind Jack, una figura versatile e stupefacente che ha cambiato il corso della scienza e non solo. Nacque nel 1717 in una splendida cittadina inglese chiamata Knaresborough, ma in una famiglia povera, e inoltre perse la vista quando aveva solo sei anni. Nonostante tutto ciò, ebbe una vita degna di un romanzo. Iniziò come musicista – suonava l’antenato del violino e l’oboe – ma in gioventù si dedicò anche ad altre attività tra cui l’ippica e il trasporto di merci e passeggeri. Tra le sue tante imprese, alcune anche al limite della legalità, ed una breve e rocambolesca parentesi in guerra – fu infatti musicista di uno squadrone impegnato a difendere i diritti parlamentari da una guerra per procura degli ancien regime del continente – nel 1751 abbracciò la scienza e la tecnica e divenne il primo ingegnere stradale della storia. Si, il primo ingegnere stradale della storia è stato un non vedente, se qualcuno me l’avesse detto poche settimane fa l’avrei giudicata un’affermazione quantomeno azzardata, ora so che è vera grazie a questo agile ed entusiasmante volume capace di coniugare la precisione ed il rigore di uno scienziato e la capacità di rendere ogni dettaglio comprensibile propria del divulgatore navigato.
Le mille avventure e gli innumerevoli colpi di scena della vita di Metcalf sono descritti con minuzia di particolari sorprendente e stile chiaro ed efficace, rendendo questo personaggio familiare e reale fin dalle prime battute. Il fatto che si tratti di una storia vera rende tutto ancora più godibile. Le strade di Blind Jack esistono ancora, un totale di più di trecento chilometri, sono infatti ancora percorribili in ben sette contee dell’Inghilterra centro-settentrionale, e le tecniche che adoperò per realizzarle senza il senso della vista sono sorprendenti ad un primo approccio, ma rivelano scorci spesso ignorati della condizione umana man mano che ci si addentra in questa storia. Altro punto di merito per “Il Richiamo della Strada” è il fatto che, sempre con una forte attenzione alle fonti, il Dott. Mele tratteggia con precisione e mediante un incredibile numero di aneddoti accertati anche l’aspetto emotivo, personale ed umano di Metcalf, mostrando le sue emozioni, i suoi momenti di dubbio e preoccupazione, la sua vicenda sentimentale quasi romanzesca, ma non romanzata, con la donna della sua vita, il suo intelletto eccezionale, la sua capacità di problem solving, ma soprattutto il coraggio e l’umorismo di una figura che meriterebbe di essere maggiormente conosciuta dal cittadino comune.
La scelta del DOtt. Mele di divulgare la biografia di Blind Jack è vincente, non solo perché ha portato l’autore al prestigioso International Books for Peace Award, poiché permette di scardinare gli ostacoli che nascono da un’interpretazione, soprattutto italiana e mediterranea, della disabilità quale mancanza, una concezione stereotipata che in me suscita invariabile ribrezzo, da uomo ancor prima che da antropologo. I mille ‘ma’ e ‘però’ che vengono opposti ad un non vedente o a un ipovedente quando vuole intraprendere una carriera scientifica o, peggio, ancora prima quando si sta formando a scuola e desidera interfacciarsi con la scienza in modo costruttivo cadono inesorabilmente quando si scopre cosa ha saputo fare questo personaggio senza tempo. Come ribadito dal Dott. Mele, è accompagnato per tutta la sua vicenda terrena da un contesto che non pone barriere, ma che lo valorizza per ciò che sa fare. Il messaggio di questo libro è un’agognata boccata di aria fresca, la prova concreta che un contesto funzionale cancella ogni limitazione sensoriale. La lucidità e il coraggio, paragonabili mutatis mutandis a quello di Blind Jack, del Dott. Mele, riconoscibili in questo libro, nelle sue interviste ed ovviamente nella sua attività di lavoro come ricercatore, sono sicuramente stati tra gli elementi che hanno portato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a conferire motu proprio all’autore di questa opera illuminante il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Immergersi nei luoghi affascinanti, nell’atmosfera settecentesca, e particolarmente nella scrittura fluida del matematico salernitano per scoprire, passo dopo passo, la storia di John Metcalf è stato il più bel regalo che mi sia mai fatto per Natale. È un’esperienza che consiglio a chiunque voglia davvero comprendere le potenzialità dell’essere umano, anche quando una patologia o un evento sfortunato sembrano comprometterne la felicità, ma più in generale a chi voglia davvero scoprire una storia vera, emozionante, istruttiva, appassionante.
Prof. Giulio Marino