da Antonio Cortese (docente- giornalista)
Ieri (8 gennaio) alle telecamere di Rete 7 il sindaco di Roscigno ha comunicato fermo intento e ferma speranza di voler lavorare con la nuova giunta regionale affinché si ripristini un metodo democratico per l’elezione di presidente e consiglio provinciali.
Dopo la messa in onda delle solite ed amene notizie dell’epifania, protagonisti Laurino e Vallo della Lucania per riedizioni e raduni sociali, parrocchiali e folkloristici, Pino Palmieri alla diretta tiggì ha accennato un appello per ripristino di por e nuove metodologie di reperimento fondi, secondo normali e classiche regole prima umane e poi democratiche di riferimento ed interazione con le tribune provinciali, che come abbiamo visto specie a Salerno col corto circuito capitato alla terza intendenza per estensione ed importanza in Italia, hanno bisogno di essere ricondotte ad un sistema chiaro e partecipativo.
Tale appello potrebbe sembrare una richiesta di rielaborazione e ricostituzione per un lavoro madornale, degno di altrettanta chiamata referendaria, ma cosi’ come sbrigativamente e superficialmente i consigli siano stati ridotti a sorta di circoletto da bar quali club esclusivi contro ogni tendenza di trasparenza e sviluppo dei diritti all’accesso ed al rapporto civile con i cittadini, ugualmente sia palese l’urgenza di riconduzione alla logica funzionale anche se antiquata o ricca di lungaggini e resilienze che per un tanto evocato snellimento burocratico siano davvero necessarie propriamente in questo caso altrimenti e giammai in altri campi istituzionali.
Invece di pensare alla Groenlandia e alle navi sperdute nel Pacifico é bene che la politica si preoccupi di buon mattino innanzitutto alle esigenze più prossime alla vita dei propri concittadini anche a pochi chilometri di distanza.
Se un sindaco di un piccolo comune sia inoltre a capo di meno elettori di un mega condominio nelle aree metropolitane non ci si giustifichi ancora con banali scuse che vogliano fare prevalere un dato quantitativo al valore della qualità per colpa di vertici politici le cui commissioni abbiano determinato i degradi su cui intervenire e riparare quando non é mai troppo tardi.