Aldo Bianchini
SALERNO – Che stia accadendo qualcosa, ed anche di grosso, all’interno del Partito Democratico dopo le clamorose (seppure attese) dimissioni del sindaco Enzo Napoli è fuori da ogni dubbio. Se così non fosse son si sarebbero agitati più di tanto il presidente ANCI Gaetano Manfredi e la segretaria nazionale PD Elly Schlein, che sembrano aver perso improvvisamente la bussola centrale. E’ vero che La Schlein e Manfredi vanno d’accordo come l’acqua e il fuoco, ma è pur tanto vero che mollare oggi sarebbe come dare partita vinta a De Luca su tutti i fronti.
Innanzitutto perché gli consentirono di piazzare il figlio Piero al vertice della segreteria regionale PD, posizione dalla quale ora è problematico assai rimuoverlo senza ulteriori sconquassi; ed ecco che il PD è ritornato al problema già sperimentato – spinto – e rovinosamente perso contro De Luca nelle amministrative del 2006 quando da solo sconfisse l’armata brancaleone (Andria alla testa dei resti del presunto PD) ritornando a fare il sindaco in un momento drammatico.
In quella occasione i resti del PD regionale e locale giunsero addirittura allo scontro fisico in Via Principati al termine di una giornata veramente di fuoco con le falangi deluchiane barricate all’interno della segreteria di Via Manzo resa assolutamente out a tutti gli altri.
E fu un momento drammatico perché De Luca veniva fuori da un’inchiesta clamorosa (MCM e SEA PARK) che aveva registrato ben tre richieste di mandati di cattura (a carico di De Luca e De Biase sindaco) da parte della pm Gabriella Nuzzi; richieste che poi svanirono sia per la veloce ed opportuna elezione di De Luca prima a deputato e in rapida successione a sindaco.
Sicuramente al PD non conviene assolutamente oggi riproporre quella ingloriosa stagione di clamorosi errori di strategia politica contro un mostro senza rivali.
Ecco perché l’ipotetica richiesta di rientro delle dimissioni rivolta ad Enzo Napoli appare non solo ridicola ma anche molto tardiva, quando ormai il dado è stato tratto.
L’unica reale domanda da farsi è a chi tutto questo conviene. Ai due esponenti nazionali certamente no, a De Luca non so; pur tuttavia qualche dubbio lo avrei su questa ennesima prorompente azione del kaimano. Ma avremo tempo e modo per approfondire l’intera vicenda.
Sulla scena comunale, intanto, irrompe, l’architetto ammiraglio Gaetano Perillo (storico lettore di questo giornale e pietra miliare in fatto di approfondimenti che, da un po’ di tempo, invia anche ad altri giornali come è giusto che sia) e rivolgendosi all’ipotetico nuovo sindaco di Salerno formula tre richieste che, se esaudite, darebbero almeno un piccolo nuovo aspetto ad alcune zone particolari della città:
– In via Regina Costanza (1154-1198), a lato del n. civico 5, da quattro aste penzolano e sventolano sui due sottostanti locali, perennemente chiusi, i “brandelli” di vecchie bandiere logore e sfilacciate (in una sembra di ravvisare i colori di quella giapponese). Nazionale – regionale e locale, Presumibilmente non hanno più alcuna funzione rappresentativa. Non è il caso di farle eliminare definitivamente??
– Lateralmente allo Chalet Santa Teresa sono posizionati ben in vista parecchi grossi contenitori per i rifiuti. Sarebbe opportuno coprirli con una staccionatura o con una defensa ad ante apribili, onde conferire un aspetto più decoroso a quell’area sempre molto frequentata.
– Idem per le tante sedie accatastate sul lato opposto, verso il lungomare, a ridosso di alcune cabine elettriche. Quando è bel tempo, esse vengono utilizzate da appassionati giocatori di briscola o tressette attorno a tavolini, spesso circondati da curiosi osservatori ivi di passaggio.