TANGENTOPOLI: la spia, il PM, il giornalista, la storia e … “Sasso o Coltello” (atto 3°)

 

Aldo Bianchini

SALERNO – In tanti mi hanno telefonato o scritto che, forse, non ne valeva la pena di insistere nel prolungare più di tanto la mia reazione all’articolo (La Mata Hari che favorì l’ascesa di De Luca nel 1993) pubblicato da leCronache il 18.12.25 ma non sottoscritto; chi mi ha chiamato o scritto forse ha ragione, ma quando si lanciano giudizi trancianti basati su asserzioni false è giusto reagire per precisare. Soprattutto quando si ha a che fare con “una maschera anonima” che impedisce qualsiasi sano e costruttivo confronto-dibattito su un argomento che, ripeto fino alla noia, ha rappresentato per la città di Salerno e per l’intera provincia un punto di svolta epocale.

Nel penultimo articolo (quello pubblicato su questo stesso giornale il 5 gennaio scorso) avevo annunciato che avrei ampiamente commentato gli interventi che, in rapida successione e sempre su leCronache.it, avevano scritto gli ex on.li Carmelo Conte e Alfonso Andria sui modi e sui tempi che portarono alla prima elezione di Vincenzo De Luca da parte del Consiglio Comunale, prima che quest’ultimo vincesse, poi, le elezioni pubbliche con ballottaggio del 5 dicembre 1993.

CARMELO CONTE – L’ex ministro Carmelo Conte, in data 19 dicembre scorso è intervenuto (finalmente !!!!) sull’incresciosa vicenda (ovvero lo smantellamento del mio libro ad opera di un giornale e non del famoso PM Michelangelo Russo) prendendo spunto dall’articolo del 14.12.25 di Salvatore Memoli “La tangentopoli di Bianchini, tra vinti e vincitori”; con amarezza mi corre l’obbligo di dire subito che ancora una volta non prende il toro per le corna per abbatterlo definitivamente, ma preferisce rifugiarsi solo dietro fantomatici accordi tra Del Mese e De Luca dimenticando, come sempre, di citare direttamente chi, come me, che quella sera era presente nel salone dei marmi e che, soprattutto, qualche anno dopo (accompagnato dagli stessi Del Mese e Conte) è stato sentito a Napoli per circa sei ore nell’ambito di indagini difensive pro Conte/Del Mese contro le elucubrazioni accusatorie (queste sì !!) dell’allora pm Ennio Bonadies e soprattutto nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sfociata, senza mai essere stato sentito dalla pm Rosa Volpe, in una richiesta di rinvio a giudizio a mio carico dinanzi al gip Vittorio Perillo a causa del rapporto (42 pagine) che i Servizi Segreti (veri o fasulli che fossero, è tutto da vedere !!) fecero contro di me ipotizzando un complotto al contrario ordito da me stesso con l’ispirazione di Conte e del Mese.

Ma ecco cosa scrive testualmente l’on. Carmelo Conte in data 19 dicembre 2025 sulle pagine di leCronache.it:

  • Ho letto con interesse l’articolo, a firma di Salvatore Memoli, pubblicato da Le Cronache, il 14 dicembre 2025, con il titolo “La tangentopoli di Bianchini, tra vinti e vincitori” Non entro nel merito del ruolo svolto dalla magistratura, e in particolare di quello svolto dal Dr. Michelangelo Russo negli anni 90 e della sua amicizia con Vincenzo De Luca. Non mi soffermo neppure sull’ articolo pubblicato, il diciotto dicembre, da Le Cronache, con il titolo “Scoperta l’identità della Mata Hari che favorì l’ascesa di De Luca nel 1993”, se non per dire: non sempre il depuratore domestico rende potabili le acque torbide. La Mata Hari in discussione, quale che sia stata, certo non ha fatto la storia ma è esistita e chiedersi perché è preferibile che lasciar stare. La congiura politica ordita nel 1993, contro la mia politica e contro di me, oltre ad essere un dato storico, l’ha accertata la magistratura giudicante, in primo, in secondo grado e in Cassazione. Amo distinguere la cultura giuridica interna, o degli addetti ai lavori, che rispetto, dalla cultura giuridica esterna, o dell’uomo della strada, che, invece, è frutto di opinioni e come tali discutibili. Mi preme solo ricordare e sottolineare due fatti incontestabili: – Se Vincenzo Giordano non fosse stato inquisito e arrestato ingiustamente, la storia politica di Salerno, e in particolare quella del comune capoluogo, sarebbe stata diversa, molto diversa; – L’accordo (compromesso alla salernitana) per eleggere Vincenzo De Luca Sindaco di Salerno era stato fatto dallo stesso De Luca con Paolo Del Mese, capo gruppo della Dc in Consiglio Comunale, all’insaputa del Psi, per il quale si prevedevano due assessori. Quando l’accordo mi fu comunicato dai suoi ideatori – convocai ad horas il gruppo consiliare del Psi (ne ero il capo gruppo) che, dopo una sofferta discussione, si disse disponibile a votare un Sindaco non socialista su un programma concordato, a condizione che a sostenerlo fosse una maggioranza di sinistra, la stessa che aveva vinto le elezioni ed aveva eletto Vincenzo Giordano, con la Dc all’opposizione. Le alternative per la scelta del Sindaco erano due: Italico Santoro, Pri, e De Luca, Pci. Prevalse il secondo, Italico non se la “sentì.” Posso solo aggiungere che quando concorremmo a quella scelta, per noi tutta politica e di coerenza, non eravamo a conoscenza di ciò che era avvenuto nel retrobottega politico per l’arresto di Giordano. Per comprendere la portata di una fase politica (?) di cui nessuno, tranne i beneficiari, può menar vanto, bisogna distinguere, nella ricostruzione dei fatti, lo spirito del tempo dallo spirito del popolo, e la realtà dal populismo, accadimenti che, a Salerno, hanno assunto, purtroppo, una forma periferica e muscolare, quindi senza futuro, come sta diventando sempre più evidente. Tocca alla cultura giuridica laica salernitana farsene carico ovvero farsi politica, discuterne liberamente e, senza lacci e lacciuoli. promuovere una fase nuova.

 

Rispetto, ovviamente, tutto ciò che Carmelo Conte ha scritto anche se alcuni passaggi importanti non li condivido per niente, soprattutto quando l’ex ministro scrive “non eravamo a conoscenza di ciò che era avvenuto nel retrobottega politico per l’arresto di Giordano”; in quel retrobottega lui c’era e con lui c’erano anche Vincenzo De Luca, Vincenzo Giordano e Antonio Bottiglieri che in quel preciso momento storico sembrava essere il “deus ex machina” del partito socialista salernitano.

Ma questo lo vedremo nella prossima puntata.

 

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