Distrattamente solidali.

da Antonio Cortese (docente – giornalista)

Neanche un grazie! In tv o radio e web ci sia nessuno che abbia ascoltato almeno un saluto natalizio o di buon anno ed epifanie seguenti da parte di un libanese, un egiziano, un palestinese o un siriano?

 

Ecco le prove solidali, i sentimenti internazionali buonisti e pacifisti, l’apertura di idee politiche e diplomatiche, l’impegno ed il prodigarsi per l’essere umano da parte di coloro che da anni piangono vittimismo consumistico.

 

A tutti gli sbandieratori di “tele pecora International” ora distratti dai ghiacci della Groenlandia, ( nel mentre si scioglieva qualche iceberg tutti a protestare senza avanzare soluzioni e senza sapere si trattasse di territori danesi, i quali neanche sembrava  se ne interessavano poi tanto) dedico anche se fuori tempo e luogo un fiato messaggio che risuoni come l’ottone di vibrazioni e rimbombi di toni acuti, medi e bassi almeno di pari intensità.

Difficile sarà invece restituire ai pappagalli che hanno scioperato anni interi i fastidi arrecati con mobilitazioni, blocchi viari e confusioni che hanno costretto anche molti pseudo intellettuali a discorsi e fiumi di parole sproloquiati su trasmissioni mediatiche sprecate durante il fritto misto dell’intrattenimento informativo ed informatico.

 

Editoriali, edizioni speciali fino anche ai selfie di milioni di persone civilmente illuse su applicazioni social per simboli e bandiere che non hanno mai speso un pensiero o un centesimo commosso di partecipazione ed interessamento verso chi sia cresciuto nelle “incomprese” e ciniche nazioni da jeans e crocifisso.

Abbiamo mai visto mobilitazioni solidali da paesi esteri per le alluvioni emiliane, per le tratte di schiavi a Lampedusa e Pantelleria, qualcuno mai che abbia esposto o sventolato il nostro tricolore in segno di sdegno?                                No.

 

Quindi in questo continuo periodo di buonismo imposto spero vivamente che almeno qualche intelligentone si svegli dalla mala informazione pilotata e manipolata dalle vanità di una cultura storica fast food che distrae continuamente il sereno vivere quotidiano ottenendo tutt’altro risultato e soffiando maggiormente su fiamme belliche.

 

Qualcuno che abbia poi mai pianto cordoglio anche in passato per i giapponesi dopo le bombe di Hiroshima e Nagasaki? …o con bandiere siamesi?

 

Siccome anche l’abuso di giornate della memoria e cordoglio usa e getta vanno inflazionandosi credo che continuare ad ipocrisia sospinta il trattamento dei temi politici conditi da una ignoranza teatrale lampante sia impari all’interesse verso popolazioni che giammai ci hanno dimostrato o dimostreranno alcun motus caritatevole o momento empatico secondo i consueti e moderni trend pubblicitari.

 

La buon anima di Marco Pannella di cui non condivido le battaglie, almeno digiunava;

di quei vati in giacca, cocktail e noccioline e delle professoresse coi libri di scuola ancora sporchi di briciole e tutto il mondo fuori, invece, spero non se ne abbia mai più notizia: perché é gente di nera e cattiva indifferenza malata, che simula la propria coscienza inquinata e sciacquata in sussulti di favolette imparate all’asilo della categoria alla quale appartengono, pretendendo ne siano ancorati i prossimi concittadini da moralizzare con superbia e stupida arroganza.

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