Aldo Bianchini
SALERNO – Per giusta e doverosa premessa riaffermo quanto già scritto più volte: “Non capisco niente, o meglio non voglio caprine, delle dinamiche politiche che vengono esercitate quotidianamente da tutti coloro i quali intendono salire i vari scalini del potere”: mi pecco, però, di essere da almeno 65 anni un attento osservatore di dette dinamiche e degli effetti conseguenziali che le stesse producono, a cascata, sui successi e insuccessi verso i quali i predetti scalatori tendono a volte anche in maniera brutale con guerre intestine.
Fatta questa necessaria premessa passo al fatto che oggi intendo commentare; qualche giorno fa, spinto da un amico, ho letto su FB una interessante dichiarazione diffusa sui social dalla neo assessora regionale “al lavoro ed alla formazione” dott.ssa Angelica Saggese, già senatrice PD nella XVII legislatura:
- Oggi ho partecipato alla mia prima seduta di Consiglio Regionale nel ruolo di Assessore. È stato un momento di grande emozione e responsabilità presentarsi al cospetto degli eletti dal popolo campano. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i Consiglieri regionali, in particolare, al Presidente del Consiglio Regionale Massimiliano Manfredi, e al Presidente della Giunta Regionale, Roberto Fico, per l’accoglienza e l’augurio di buon lavoro. Proseguo questo percorso consapevole delle sfide che ci attendono. L’auspicio è di creare un dialogo costruttivo e costante con tutte le forze politiche, mettendo sempre al centro il futuro dei cittadini campani e lo sviluppo del territorio.
PENSIERO del GIORNO – Molto bella, ad primo sommario esame, la dichiarazione della neo assessora; anche se stride il saluto-omaggio verso Massimiliano Manfredi che, al momento, rappresenta l’ultima tra le rappresentazioni più plastiche del vergognoso nepotismo politico all’italiana (Massimiliano è il fratello del sindaco di Napoli); da una politica come Saggese, sbandierata da più parti come la raffigurazione dell’indipendenza e della novità politica, mi sarei aspettato dell’altro. Sicuramente non quest’atto di prostrazione politica verso il potere consolidato e più becero possibile.
Ma la cosa che mi ha colpito veramente molto è l’assenza nelle parole della Saggese anche di un minimo saluto (non dico di ringraziamento, per carità queste cose semplici non si portano più !!!) almeno rispettoso verso colui il quale praticamente l’ha messa, con i suoi voti, nel posto in cui oggi si trova quasi come “unta dal Signore”: on. dott. Tommaso Pellegrino.
CONCLUSIONI – Eppure sanno benissimo sia la Saggese che la stessa segretaria provinciale del partito Anna Rosa Sessa che “Casa Riformista” se esiste come esiste è soltanto perché Pellegrino porta una valanga di voti a titolo di consenso personale raccolto in tutta la Provincia di Salerno ed anche nell’intera regione Campania.
Mi è dispiaciuta veramente tanto questa “mancanza di stile” da parte delle due donne succitate che avrebbero fatto, ognuna per parte sua, veramente una bella figura ed avrebbero dato all’esposizione pubblica del partito una veste nuova, progressista e più rispondente alle attese di chi ha votato Tommaso Pellegrino e non altri.
Ma si sa che nel vocabolario della politica non è mai esistita e non esiste la parola “grazie”.