COMUNE SALERNO: Prospettive congiunte

 

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

Rispondo prontamente alle riflessioni in righe di Salvatore Memoli attraverso la stessa testata on line de il quotidiano di Salerno a proposito dei presenti e prossimi disegni politici per il municipio salernitano.

 

Innanzitutto credo che chi abbia le redini al tiro, pensi alla progettualità relativa alle competenze e di chi le dispone, poi a figurare vecchi e nuovi protagonismi che nelle antiche e lacere abitudini avvezze alla politica italiana possano mai riemergere.

 

Individuare nella voglia caotica di riassesto le giacche impolverite in un armadio da rinnovare non sembra a chiunque sforzo utile alle vocazioni ed agli interessi di una città i cui potenziali non siano solamente vani sproloqui da grandeur ma ponderate scelte. Si sa che le strade delle buone intenzioni lastricano l’inferno ed  i risultati nel dettaglio sociale non riflettono le apparenze seppur incrementate strutturalmente.

 

A livello macro-politico negli anni novanta ci furono svolte denominate “governi tecnici” poiché dopo le scuri giudiziarie non rimaneva che affidare alla mera competenza mansioni equivalenti ai mandati, cosa che i rimpasti senza chiamata elettorale permettevano ma ad ingredienti finiti e oramai scaduti; anche se i risultati furono funzionalmente goffi.

 

Serve gente pronta , abile ed agile in linea ai tempi che non sia alle teledipendenze di paradigmi del secolo scorso né ale lungaggini machiavelliche che fanno ridicola figura avanti ad obiettivi commerciali, produttivi e turistici, laddove la concorrenza non aspetta più specie all’estero da dove si dovrebbe in minor misura guardare ma attirare, modellare modelli identitari che funzionino anno dopo anno a seconda delle vicissitudini di vita e mercato. Se si ha voglia di lavorare come per il primo articolo costituzionale, pretendere comodi stalli nostalgici anche rispetto a pochi decenni addietro non può essere una soluzione vincente a mio avviso.

 

Vera serietà e responsabilità chiamano all’appello una nuova Giunta che si spera non sia come le precedenti colma di rimandati a settembre, bocciati o indisciplinati chiamati a rispondere dal preside di un’istituzione che lavori per obiettivi concreti e non voluttuosi. Fingersi orfani é lavoro da scugnizzi che non esistono più.

 

 

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