da Nicola Mastrocinque
Il cantautore crotonese ha scritto numerosi successi tra cui ricordiamo “Terra di Malerba”, “La canzone dell’impossibile “12 minuti di pioggia”, un bellissimo brano strumentale. Ancora nel suo repertorio è incluso un magnifico pezzo “Valzer di Chimere”, una traccia dell’album Una sola giornata, “Tutto quello che è un uomo”, Premio della Critica a Sanremo 2003, interpretato dalla grande Mina. Sergio Cammariere contamina mirabilmente generi diversi, dal jazz alla canzone d’autore, dal blues ai ritmi latini americani, con partiture molte raffinate, ha attraversato nel suo viaggio musicale sonorità incredibili. L’artista ha risposto alle domande per il Quotidiano di Salerno.
Da che cosa ha tratto ispirazione per scrivere “Dalla pace del mare lontano”?
Musicalmente il tema del brano è nato all’inizio degli anni 90 e successivamente è stato colonna sonora del film TESTE RASATE di Claudio Fragasso, un film sui naziskin del 1994. Le parole scritte da Roberto Kunstler sono state liberamente ispirate alla poesia I FIGLI DEL MARE di Carlo Michaelstadter. Il titolo ‘Dalla pace del mare lontano’ evoca un’idea di qualcosa di bello e profondo che non è più vicino, impregnato di nostalgia, memoria, ricerca. Si avverte sempre un desiderio, un’assenza, una tensione verso ciò che non è più o che non si è ancora raggiunto.
1. Perché il pianoforte è divenuto il suo compagno di viaggio, per esplorare e per contaminare generi totalmente diversi?
Il mio rapporto con il piano è profondo, viscerale e centrale della mia identità artistica. Non è solo lo strumento attraverso cui compongo e mi esprimo, ma è il cuore del mio linguaggio musicale, punto d’incontro tra tecnica, ispirazione e sentimento. Durante i concerti ogni nota che suono è guidata da una consapevolezza armonica, ereditata dal jazz e dalla musica classica.
2. Perché “Tutto quello che è un uomo” è divenuto un successo di grande notorietà?
Credo per una serie di motivi che combinano qualità artistica, autenticità emotiva e contesto culturale favorevole. La linea melodica mantiene ancora oggi dopo 23 anni una dignità musicale elevata. La scrittura è misurata, essenziale, quasi sospesa e questo rende il brano interpretabile da ciascuno secondo il proprio vissuto.
3. Quale delle sue canzoni predilige in particolare?
Sicuramente questa, con la mia partecipazione a Sanremo 2003 il brano ha avuto una visibilità eccezionale. Rispetto alla proposta media del festival “Tutto quello che un uomo” ha colpito perché diverso, elegante e fuori dal tempo.
4. Quanto deve al suo produttore Biagio Pagano, recentemente scomparso, per la sua carriera nel mondo della musica?
Biagio ha avuto un ruolo cruciale nella mia carriera, è stato lui a produrre il mio album di debutto DALLA PACE DEL MARE LONTANO nel 2001, contribuendo a lanciarlo sulla scena nazionale. Il nostro rapporto è stato molto solido e affettivo, purtroppo Biagio è scomparso nel 2004 e tutto questo ha rappresentato una perdita significativa, tanto umana quanto professionale.
5. Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Siamo in studio di registrazione per i missaggi del nuovo album che spero uscirà il prossimo autunno. 13 canzoni nuove cantate, suonate e arrangiate con tutta la mia passione.