da Antonio Cortese
Qualche comune come Polla sta adottando iniziative di moda tecnologica sul bisogno ma soprattutto ansia di voler dimostrare attenzione maggiore ai cittadini.
Prima però c’era la necessità di garantire la privacy , di cui la giurisprudenza italiana è ancora in confuso digiuno.
In Italia si dispone di forze dell’ordine che per corpi e reggimenti superano la lista di un campionato sportivo ma le cui squadre sono governate da impulsive forme imponderate di autorità.
Secondo la “trasparenza” ogni utente con dispositivo cellulare accede ai redditi di una azienda, la quale però non dovrebbe avere obblighi relativi per chicchessia di informazione sul proprio stato di salute economica.
Ad esempio se ad un posto di blocco una pattuglia controlla un automobilista non gli va a chiedere certo di quanto dispone al momento nel portafoglio o in banca ma piuttosto di norma la regolarità del veicolo e della capacità di guida.
Pretendere che le aziende siano senza necessità di sospetto alcuno é lavoro per gli organi preposti e non una modalità di accesso ad omnibus che consentano a chicchessia di sapere e parlare sul lavoro e le tasche degli altri, specie in campo economico a garanzie sbandierate.
Inoltre a danno di una sana concorrenza che da paesi esteri non sembra conoscere tali ostacoli intellettuali prima poi pratici e da baghettelle provinciali, la frenesia dell’incoscienza generale vorrebbe adesso monitorare con condizionamento psicologico e sociale in tutta negazione di ogni principio basilare di libertà con telecamere ingerenti e violente sulla vita normale della cittadinanza.
Se cotante forze armate e dell’ordine non siano poi capaci di assicurare i cittadini, applicare videosorveglianze sembra atto e confessione consapevole di sconfitta ed incapacità. Poter controllare e registrare laddove ne sia necessario ok, ma non si può creare una ulteriore dimensione di teatro virtuale contro la natura umana stessa; per pretendere poi le linee ideologiche di vita e comportamento di chi governa al momento. Nella maggior parte dei casi la telesorveglianza di logica dovrebbe essere premura dei privati, non di amministrazioni totalitarie.