Aldo Bianchini
SALERNO – La domanda è: “Ma è proprio necessario fare tante inaugurazioni dell’anno giudiziario in giro per tutte le Corti di Appello del Paese invece di limitarsi a quella principale ed essenziale presso la Suprema Corte di Cassazione ?”.
La risposta non è delle più agevoli perché potrebbe toccare argomenti e spigolature, pungenti e pericolose, capaci di intaccare la presunta verginità di tutte le operazioni organizzative che ritualmente ogni anno vengono ripetute con rituali teatrali, stanchi, obsoleti e spesso al di fuori della logica e della realtà dei tempi che scorrono veloci e senza alcun controllo.
Insomma si assiste ogni anno a decine di inaugurazioni dell’anno giudiziario che, tranne quella ufficiale presso la Cassazione, si riducono alla pomposa sfilata per i corridoi (sempre lo stesso percorso !!) delle Corti di Appello dei vari distinti ermellini per arrivare nel solito salone, allestito in maniera sfarzosa, per offrire ad ogni Procuratore Generale la possibilità di leggere un intero libro sullo stato dell’arte della giustizia in quella medesima circoscrizione giudiziaria. E per dare a qualche politico-politicante l’impressione di poter incidere con il suo intervento sulle sorti della malcapitata giustizia.
Manifestazioni che definire “paludate” è oltremodo riduttivo rispetto alla velocità con cui viaggiano la vita e il sistema socio-economico-culturale-giudiziario di oggi; eppure in maniera pervicace, ai limiti dell’ossessione, in questo Paese vengono portate avanti senza al cuna riflessione sull’opportunità di tali celebrazioni.
In un Paese civilmente democratico dovrebbe essere sufficiente una celebrazione, anche colossale, unica per dare alla stessa anche maggiore credibilità con la presenza del Capo dello Stato, dei vertici politici e giudiziari; in tutte le Corti di Appello sarebbe opportuno, ed anche utile, un momento informale di incontro tra la stampa e la Procura Generale per illustrare i dati statistici compresi nel libro che viene, invece, pervicacemente letto tra la noia generale dei presenti.
Per non parlare, ovviamente, dei costi di dette ormai desuete e inutili manifestazioni; e nessuno che indaga su questi esborsi annuali di denaro pubblico per soddisfare le singole brame dei protagonisti.
Voglio dirne soltanto una; ogni volta che mi recavo all’inaugurazione dell’anno giudiziario di Salerno notavo, ad esempio, l’ampio telone di pesante velluto posto all’ingresso con la scritta: “Inaugurazione anno giudiziario ….”; e negli anni successivi notavo sempre che l’ultimo numero dell’anno veniva cambiato a seconda lo scorrere del tempo.
E mi sono sempre chiesto se nei conti-fatture presentate dalle ditte fornitrici fosse stato indicato il cambio soltanto di un numero o il rifacimento dell’intero telone di velluto. Capirete bene che i costi sarebbero stratosfericamente diversi; ma nessuno, per quanto mi risulta, ha mai indagato nel merito.
E la storia continua, tra esibizioni inutili e poco produttive, come abbiamo tutti visto nelle varie inaugurazioni di questi giorni.