Futuro Nazionale, altra stella o altra cometa

 

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

Ezra Pound personaggio strumentalizzato dalle politiche di estrema destra pur non essendolo egli appropriatamente alle moderne, é di nuovo in voga in svariate tematiche di dibattiti pretestuosi. Con lui riemerge in forme subliminali Forza Nuova, le cui iniziali guarda caso coincidono col nuovo partito “Futuro Nazionale” appena varato da Vannacci.

 

Inutile poi ripetere comicamente le assonanza che però nei dialetti meridionali riportano ad imprecazioni del tipo “ vi devono… fare …” come precedentemente per la parola vaccino.

 

Comunque si vede che una provvidenza stufa da anni fa riemergere rivendicazioni attraverso persone e cose con nomi che da queste parti hanno un senso assai più intenso di quello comunicato dai media moderati agli ascoltatori da moderare.

 

A proposito di assonanze almeno io di Vannucchi ricordo bene il calciatore della Salernitana, poi Jannacci il cantante ma il nuovo candidato leader che si é fatto largo profittando del nulla vox delle platee degli altri partiti e di cui io stesso ignoro in gran parte meriti giornalisticamente e davvero notiziabili o influenti, ha forte presa sulle fasce di ascolto per la forza di un cognome che non può non rimanere inaudito anche dal più distratto orecchio alla radiolina o durante un tiggì che scorre durante lo zapping quotidiano.

 

La necessità di questa iniziativa partitica nasce dall’appiattimento e rilassamento delle fasce leghiste e missine, le cui spinte ideologiche si sono perse o mescolate ad un andazzo confuso dell’estabilishment dai fatui colori piddini a contenere l’ignavia di classi politiche improduttive ed inattive, ferme a guardare il mercato in placidi costumi di una borghesia raggiunta nonostante combattuta in precedenza ma difesa negli agi e nelle mollezze dapprima invidiate ed insultate.

Un miltare politico in Campania ci ha già provato col nome di Cirielli, ma la Campania si sa che non sopporta determinati rigori di pensiero.

 

Come profetizzava zio Silvio l’unico partito virtuale a funzionare in Italia é il mercato che libero non é finché ingarbugliato dalla burocrazia primitiva che vige ancora a carico di tasse quantitativamente esose sui cittadini che dipendono dal cattocomunismo bigotto della sinistra italiana colma di coscienze sporche e sprecone.

Pertanto una volta dimostrato che anche in politica é cosa vana tentare miracoli, avanzare qualche proposta concreta come reazione di fronte il mero adeguamento resiliente ai tempi veloci altrove ma distratti nel belpaese, sembra uno dei pochi atti costruttivi contro l’inerzia e passività dilagante.

 

 

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