Aldo Bianchini
SALERNO – Alla redazione salernitana de “Il Mattino” (il giornale cui sono abbonato e che, quindi, leggo meticolosamente tutti i giorni) vorrei gratuitamente offrire un consiglio: “Il capo redattore disponga l’acquisto del mio recente libro <La tangentopoli salernitana 1992-1994>, ed Officine Editoriali da Cleto, e lo faccia leggere ai suoi giornalisti affinchè non distorcano la storia politica generale e personale di De Luca, il cui fenomeno è nato nel 1993”. Il libro è la ricostruzione storica non solo delle numerose azioni giudiziarie di quel tempo ma anche il racconto di tutto ciò che accadde sul piano politico che portò alla caduta di Carmelo Conte e Paolo Del Mese ed alla nascita dell’astro Vincenzo De Luca.
Difatti se si confondono o addirittura si ignorano alcuni dei passaggi fondamentali di quell’epoca non si rende un buon servizio ai lettori ed all’opinione pubblica che ora, attonita, aspetta il ritorno sulla poltrona di sindaco del ringiovanito Vicenzo De Luca, dopo l’esperienza decennale come governatore della Campania.
Mi colpito e lasciato interdetto l’occhiello (pag. 20 mattino del 6.2.26) apparso in testa ad una pagina interamente dedicata alla fine del sindacato Napoli ed all’eventuale ritorno di De Luca: “Amarcord per l’ex governatore: nel 93 subentrò a un funzionario prefettizio”; una frase fuorviante che comunque non rappresenta la realtà. Se è vero come è vero che nel dicembre 93 De Luca subentrò, dopo le elezioni, al commissario prefettizio Mario Laurino (in carica dal 13 novembre al 6 dicembre 1993) è altrettanto verissimo che questa affermazione, se non ben spiegata, stravolge la storia perché quello di dicembre fu il secondo sindacato deluchiano.
Il primo sindacato va, invece, dalla sera del 22 maggio 93 (eletto dal Consiglio Comunale con un solo voto di maggioranza, quello del socialista Marco Siniscalco) al mattino del 1° luglio 93 quando inaspettatamente si dimise con il famoso editto: “Siamo in una situazione in cui anche mantenere una posizione di puro servizio per la città rischia di essere visto, o strumentalizzato, come ottusa volontà di potere”.
E il 2 luglio 1993 giunse a Salerno il commissario prefettizio Antonio Lattarulo (2 luglio – 13 novembre 93) che fu poi accusato i far parte dei servizi segreti nazionali.
Dopo qualche giorno, il 5 luglio 93, precipitarono nel baratro della giustizia contemporaneamente l’ex ministro Carmelo Conte e l’ex sottosegretario Paolo Del Mese e il dimissionario sindaco De Luca rimase da solo ai vertici della politica locale così come speravano molti pubblici ministeri dell’epoca che avevano stretto un patto di ferro con l’uomo del popolo visto come salvatore della patria.
Nell’articolo pubblicato dal quotidiano Il Mattino che, senza offendere nessuno, appare molto limitato e confuso tutto questo non trova alcun radicamento; eppure è la storia vera della città.
Il capo redattore della sede salernitana de Il Mattino faccia un piccolo sforzo ed acquisti il mio libro; così i prossimi articoli dei suoi redattori potranno essere molto più precisi.
Intanto a Salerno è già arrivato il commissario prefettizio Vincenzo Panico per sostituire la sindaca f.f., Paky Memoli, che per venti giorni ha retto dignitosamente le sorti della città.
Grande Maestro…
Non ci sono più i giornalisti di una volta! Una volta ci insegnavano che ,prima di scrivere, bisognava verificare,accertarsi della veridicità dei fatti,non una,ma mille volte ed assumersi la responsabilità di quel che si pubblicava!!!.
Con la stima di sempre,Milena