COMUNE: la riflessione di Elisabetta

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Molto immeritatamente, negli ultimi anni, sono stato inserito in diversi gruppi (politici e non) che cercano di animare il dibattito in una città asfittica come Salerno; leggo tutto anche se, poi, materialmente non partecipo direttamente ai dibattiti (a volte privi di ogni dignità per essere definiti tali); spesso da essi, però, traggo gli spunti necessari per i miei approfondimenti in materia politica, giudiziaria, imprenditoriale ed anche sportiva.

Poche ore fa leggendo “Lab Politico”, un gruppo sul quale scrivono diversi personaggi cittadini, anche alcuni che nel bene o nel male hanno segnato le varie tappe politico-tecniche-professionali di questi ultimi tre decenni in cui Vincenzo De Luca e il suo deluchismo l’hanno fatta da padrone indiscusso, mi sono imbattuto in una breve ma efficacissima riflessione della prof.ssa Elisabetta Barone (amministratrice del gruppo) che con molto piacere pubblico qui di seguito:

  • ELISABETTA BARONE – ore 00.08 del 10.02.26 su “Lab Politico”: Questa città è in mano alla macchina del potere costituito perché ad ogni appuntamento elettorale si comincia da capo. Non c’è storia. Ci sono molte invidie, gelosie, rancori, volontà di emergere, egoismi malcelati, diffuso individualismo. Soprattutto, mentre la maggioranza ha una coalizione che pur nella naturale dialettica interna rimane coesa, la minoranza non riesce ad agire in maniera compatta ed è sempre in affanno perché spesso gioca solo in risposta. Bisogna capire se l’iniziativa del campo largo possa essere una mossa che crea un cortocircuito nella maggioranza. Abbiamo poco tempo, proviamo ad usarlo con intelligenza!

Poche parole, penetranti ed incisive, che oltre a rappresentare un vero e proprio manifesto elettorale per le prossime consultazioni primaverili è, a mio modo di vedere e leggere, anche un potenziale – duro – inappellabile monito per tutti quelli che, come la stessa Barone, cercano di contrapporsi allo strapotere delle “falangi deluchiane” che seppure profondamente divise al loro interno riconoscono come “leader maximo” l’immarcescibile padrone della città Vincenzo De Luca.

La Barone, difatti, dall’alto della sua onestà intellettuale non manca di evidenziare con fermezza tutti i punti deboli dei vari gruppi di opposizione, dalla sinistra alla destra, scrivendo: “Ci sono molte invidie, gelosie, rancori, volontà di emergere, egoismi malcelati, diffuso individualismo”.

Ha messo il dito nella piaga, profonda ed insanabile, di una opposizione che in trent’anni non è mai riuscita a creare e credere in un solo personaggio che potesse rappresentare quel “leader maximo” che al genere umano, e quindi anche ai salernitani, è piaciuto da sempre, piace e piacerà.

E fino a quando ciò non avverrà non ci sarà alcuna speranza di “far fuori” politicamente “San Vincenzo da Ruvo del Monte” che, per ironia della sorte, è tuttora l’unico personaggio politico capace di riciclarsi e ripresentarsi come “il nuovo” contro il “campo largo” dell’opposizione che la gente ormai vede come incanutita, immobile, con personaggi ormai legati al profondo passato ed attraversati da invidie, rancori, gelosie, egoismi, individualismi in una battaglia che diventa guerra intestina e devastante; mentre dall’altra parte tutti in riga e schierato come le legioni romane nell’attesa delle giuste e doverose prebende post belliche.

Nell’autunno del 2021 l’unica novità era rappresentata proprio dalla presenza della prof.ssa Barone che poteva e doveva essere riconosciuta come la “leader maxima” di quel folto raggruppamento di opposizione e che, invece, a mio avviso venne impallinata proprio dal fuoco amico.

Per questo mi sento di affermare che il manifesto elettorale della Barone, che ha esaminato le stanze del potere comunale, è lo specchio reale della situazione politico-amministrativa della città che si accinge al nuovo voto; per questo lo sottoscrivo in ogni sua parola; anche se, purtroppo, come la stessa Barone impietosamente suggerisce tutto sembra ormai largamente compromesso.

 

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