da Dr. Alberto Di Muria
Quando una persona mi parla dei risvegli notturni, quasi sempre abbassa la voce, come se fosse una debolezza da confessare. “Mi addormento anche subito, ma poi mi sveglio alle tre, alle quattro, e la testa parte”. Non è insonnia vera e propria, è qualcosa di più sottile e più faticoso: è il corpo che non riesce più a spegnersi.
Di notte il nostro organismo dovrebbe entrare in una modalità di riparazione. Il sistema nervoso rallenta, la pressione scende, gli ormoni dello stress si abbassano e il cervello fa ordine. Ma quando viviamo in tensione per troppo tempo, questo meccanismo si inceppa. Il cortisolo, che dovrebbe essere alto al mattino e basso di sera, resta elevato anche di notte. È come se il cervello ricevesse il messaggio che deve rimanere in guardia, anche mentre dormiamo.
Così succede una cosa particolare: il corpo dorme, ma la mente resta vigile. Basta un rumore, un pensiero, una sensazione fisica e ci si ritrova svegli con il cuore un po’ accelerato. Molti in quel momento iniziano a pensare alle cose da fare, ai problemi, al lavoro, e più cercano di riaddormentarsi più la mente corre. Non è un difetto di volontà, è una reazione biologica.
In farmacia incontro spesso persone che mi dicono: “Se potessi solo dormire una notte come si deve, starei meglio in tutto”. Ed è vero. Il sonno non serve solo a riposare, serve a spegnere l’infiammazione, a riequilibrare gli ormoni, a calmare il sistema nervoso. Senza un sonno profondo, anche l’ansia, i dolori e la stanchezza peggiorano.
Molti provano a risolvere con qualcosa che “stenda” la sera. A volte funziona per qualche notte, ma non risolve il problema di fondo: un sistema nervoso che ha perso il ritmo. È come abbassare il volume a una radio che continua a trasmettere. Il vero lavoro è aiutare il corpo a tornare a distinguere il giorno dalla notte, l’attività dal riposo.
Esistono sostegni naturali che aiutano proprio questo processo. Non servono a forzare il sonno, ma a creare le condizioni giuste perché arrivi. Magnesio, estratti vegetali e piante adattogene aiutano il sistema nervoso a rilassarsi e a ridurre quell’iperallerta che tiene la mente accesa. Ma soprattutto serve capire cosa sta tenendo acceso quel sistema: stress, preoccupazioni, ritmi troppo tirati, o un periodo di grande fatica.
Quando qualcuno mi racconta dei suoi risvegli notturni, io non penso mai che sia “solo” un problema di sonno. Penso a un corpo che ha fatto troppo e non riesce più a fermarsi. E spesso, già parlarne è il primo passo per permettergli di rallentare.