COMUNE: campo largo o … campo caos ?

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Un lettore, Mario Lb., in relazione all’articolo di ieri (11.02.26) titolato “COMUNE: la riflessione di Elisabetta” mi ha scritto: “A proposito della sig.ra Barone, parla, ma non quaglia. La sua coalizione (?) si è sfrantumata, qualcuno le dovrebbe chiedere come mai ?”.

Condivido e sottoscrivo, anche perché era anche questo il succo del mio articolo; mettere cioè in evidenza come a Salerno ogni tentativo di coalizzarsi contro il kaimano De Luca finisce inevitabilmente tra  molte invidie, gelosie, rancori, volontà di emergere, egoismi malcelati e diffuso individualismo.

Tutte specifiche peculiarità di chi “parla ma non quaglia” perché alla base manca qualsivoglia rapporto sano, trasparente e condivisibile tra quelli che scendono in campo e l’elettore medio che vede in loro soltanto la voglia di raggiungere l’agognata elezione a consigliere comunale alla stregua della panacea di tutti i mali personali senza minimamente pensare al bene comune.

Un altro lettore, Mario S., mi ha scritto: “Illustre direttore, se non ci sono cambiamenti è solo perché vere idee e programmi nuovo e credibili non ce ne sono. E’ cambiato tutto … Vincenzo non si può cambiare ? Il ragionamento dovrebbe essere <perché cambiare la via vecchia per la nuova se di questa non è stato fatto neppure il tracciato ?> Se uno continua ad essere scelto non sono solo le prebende, ci saranno anche qualità che molti non hanno o credono di avere”.

Come si fa a non condividere questa ennesima riflessione; dopo oltre trent’anni di storia politica cittadina dovrebbe essere chiaro a tutti che non c’è altra via, perché nessuno ha pensato a costruirla offrendo ad un solo personaggio l’investitura antideluchiana per dimostrare l’assoluta lontananza da invidie, gelosie, rancori, volontà di mergere, egoismi malcelati e diffuso individualismo.

E questo è da imputare soprattutto alla presunta coalizione di centro destra che non è mai stata capace di scegliere un candidato e buttarlo nella mischia anni prima e non all’ultimo mese nella campagna elettorale.

E poi, ad ogni tornata elettorale fin dal 2006, più di qualcuno evoca il “campo largo” (che sarebbe meglio etichettare come “campo caos”) come una sorta di via possibile per l’abbattimento del personaggio che è stato, è e rimane un totem assoluto nella politica nostrana.

Basta guardare da chi potrebbe essere costituito il campo largo per sorridere compassionevolmente (non voglio essere più pesante) per le aspettative di questi “lor signori” (sempre gli stessi anche loro !!) che le falangi deluchiane, a Salerno, calpestano facilmente e non guardano neppure dall’alto in basso.

Le elezioni amministrative di Salerno sono decisamente personalizzate e non sono neppure lontanamente paragonabili alle elezioni regionali per le quali lo stesso De Luca ha accettato alleanze strumentali; ora c’è lui in campo e tutti quei gruppuscoli nati come cespugli intorno all’ex sindaco Enzo Napoli non servono più; gli è sufficiente forse solo la presenza del PSI di Maraio per stravincere di nuovo. Grazie anche alla magistratura che con le sue sentenze non fa altro che illuminare le scelte e l’azione dell’uomo solo al comando.

Tutti avvisati, quindi, cespugli e cespuglietti, finanche i Popolari e Moderati che hanno cominciato ad invocare una loro chiamata al tavolo delle eventuali fantasiose trattative; da questo momento davvero non si scherza più, la ricreazione è finita e c’è bisogno di pulizia, molta pulizia.

 

 

One thought on “COMUNE: campo largo o … campo caos ?

  1. Avrei occupato l’aula Consiliare chiedendo il ritiro delle dimissioni al Sindaco Vincenzo Napoli. Le mutate condizioni politiche potevano essere risolte con l’ingresso in maggioranza dei componenti il ‘campo largo’.
    Un Consiglio comunale senza spina dorsale, un gregge….
    Con che coraggio oggi si ricandidano….

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