da Maria Giovanna Santucci
Onde d’urto la “scossa” che rigenera i tessuti
Un caffè nello studio della dr.ssa Marina Fiorillo, diventa l’occasione per parlare di onde d’urto: scosse che non spaventano, ma aiutano a guarire.
Nel suo studio di Agropoli, la dr.ssa Fiorillo, accoglie i pazienti con un sorriso che mette subito serenità, una stretta di mano ferma, spiegazioni chiare e disponibilità all’ascolto. È un medico chirurgo, specialista in Medicina del lavoro, che da 17 anni è associata come medico di reparto ed ambulatorio di ortopedia presso una struttura privata convenzionata del salernitano. Iscritta alla SITOD (società italiana terapia onde d’urto), da circa 12 anni si occupa di terapia con onde d’urto focalizzate, prevalentemente in ambito ortopedico per il trattamento di patologie muscolo-scheletriche.
Dottoressa che cosa sono esattamente le onde d’urto in medicina
L’onda d’urto è un’onda acustica, ad alta energia con un impulso che si propaga nei corpi, nelle diverse direzioni, che può essere canalizzata in un punto focale e quindi focalizzata. L’onda d’urto è caratterizzata dalla rapidissima ascesa del suo picco di pressione, seguita da una fase di discesa più lenta, con una successiva fase di depressione pressoria, fino al ritorno alle condizioni di equilibrio preesistenti, il tutto in 10 ns (nanosecondi).
Quando la nostra onda penetra all’interno dei tessuti (cute, grasso, muscolo, osso), non trova una condizione omogenea di attraversamento. Infatti ogni tessuto ha una diversa impedenza, per cui, prima di arrivare al tessuto target, il tessuto da trattare, perde potenza, per assorbimento, rifrazione e riflessione. A questo si ovvia con l’utilizzo di diversi generatori dell’onda (sorgente elettroidraulica, piezoelettrica, elettromagnetica) e con la tipologia di onda utilizzata. Nel caso specifico, in un campo di onde d’urto focalizzate, il tessuto target può essere raggiunto anche in una posizione profonda, con il massimo della potenza nel punto focale, con una precisione puntiforme e con una efficacia adeguata. Quindi si può dire che le onde d’urto focalizzate sono estremamente precise con una energia terapeutica anche su tessuti localizzati profondamente.
Sono più usate in ortopedia, fisiatria o in altri settori?
Le patologie in ambito ortopedico in cui vengono utilizzate le onde d’urto focalizzate sono:
· patologie infiammatorie e degenerative dei tendini, in particolare a carico della cuffia dei rotatori a livello della spalla (con o senza calcificazioni);
· epicondilite (gomito del tennista);
· epitrocleite (gomito del golfista);
· patologie del tendine rotuleo del ginocchio (ginocchio del saltatore);
· patologie del tendine di Achille;
· fascite plantare, con o senza la cosiddetta spina o sperone calcaneare
· trocanterite
· ritardi di calcicazione
Sono utilizzate anche in vulnologia, per il trattamento delle ferite difficili, per il trattamento di cicatrici retraenti e cheloidi; in ambito urologico ed andrologico nel trattamento della calcolosi renale, della disfunzione erettile, del dolore pelvico cronico ed infine in ambito estetico per il trattamento della cellulite. Esistono, inoltre, dei campi di applicazione in fase sperimentale in ambito neurologico, sul muscolo cardiaco ed in ambito oncologico.
Onde d’urto focali o radiali: quali sono le differenze e quali le più indicate per le patologie ortopediche?
Innanzitutto, le onde d’urto focalizzate sono esclusivo appannaggio di personale medico debitamente formato. Prima di effettuare il trattamento, è necessario raccogliere l’anamnesi del paziente, spiegare in cosa consiste la terapia e quindi far firmare al paziente il consenso informato. Le onde d’urto radiali, invece, vengono effettuate nei centri di fisioterapia da fisioterapisti opportunamente formati.
Le differenze tra onde d’urto focalizzate ed onde d’urto radiali sono svariate, prima tra tutte la modalità di generazione e trasmissione al corpo. La pressione dell’onda d’urto focalizzata è più breve, molto intensa, estremamente precisa, puntiforme e profonda. L’onda radiale non è una onda d’urto vera e propria ma un’onda pressoria, pneumatica, con una piccola profondità di penetrazione. Indicata per contratture muscolari e trattamento di punti trigger.
Molti pazienti temono il dolore durante la seduta. È un trattamento realmente invasivo o è tollerabile
Il trattamento medico con onde d’urto focalizzate è una metodica non invasiva, ambulatoriale, di comprovata efficacia che se eseguito secondo i protocolli terapeutici codificati, indicati dalla SITOD e con apparecchiature idonee, è generalmente ben tollerato e ripetibile.
L’intensità dell’energia ed il numero di colpi applicati può essere modulato in base alla tollerabilità del paziente che non deve avvertire dolore nel corso della seduta. Inoltre, nel corso della seduta, l’energia puo’ essere progressivamente aumentata per consentire al paziente di adattarsi, fino ad arrivare ad un trattamento meglio tollerato ed efficace.
Le onde radiali, ugualmente, non sono dolorose, tuttavia può capitare che nel tentativo di raggiungere una maggiore profondità, venga erogata maggiore energia che si diffonde in maniera balistica in tutte le direzioni provocando così dolore.
Ci possono esser effetti collaterali? Possono sottoporsi a questo trattamento tutti?
In linea di massima, se ben effettuate, non ci sono effetti collaterali, ma esistono alcune categorie di pazienti per le quali sono controindicate:
· pazienti con neoplasie o infezioni nella regione del trattamento
· gravidanza
· giovani con cartilagini di accrescimento non ancora saldate
· portatori di pacemaker
· pazienti con patologie cardiovascolari gravi.
· pazienti con coagulopatie
Quanto dura una seduta?
Generalmente una seduta dura dai 10 ai 15 minuti.
Dopo quante sedute si iniziano a vedere i benefici?
Il ciclo di trattamento è costituito da tre sedute a cadenza settimanale, successivamente, al primo controllo dopo 3-4 settimane, si può decidere, in base alla sintomatologia, di aspettare ulteriormente o ripetere una o più sedute.
Già dopo la prima seduta ci può essere un miglioramento della sintomatologia dolorosa. In alcuni casi, soprattutto in presenza di calcificazioni, dopo la seconda seduta, il paziente può lamentare una recrudescenza del dolore. Questo è causato da un riassorbimento del calcio, all’interno della calcificazione stessa che subisce un rimaneggiamento. Questo fenomeno è doloroso che in genere dura al massimo un paio di giorni e può essere governato con antidolorifici.
Quali risultati si possono realisticamente aspettare?
In genere, quando l’indicazione alla terapia con onde d’urto focalizzate è giusta ed il trattamento viene eseguito correttamente, con macchinario idoneo, vi è quasi sempre la risoluzione del sintomo.
Se invece persiste la sintomatologia dolorosa, lo step successivo è la valutazione di eventuale soluzione chirurgica.
Il caffè è finito, la dottoressa Fiorillo è stata esauriente e tra noi restano le onde d’urto, invisibili, concrete: piccole vibrazioni capaci di rimettere in moto tendini, muscoli e dare speranza di chi soffre da troppo tempo. Non promettono miracoli, ma restituiscono movimento e fiducia.