SANITA’: quella buona del Vallo di Diano … come la cardiologia di Polla

 

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Qualche mese fa, esattamente il 5 novembre 2025, ho pubblicato su questo giornale un articolo a mia firma dal titolo: <SANITA’: quella buona c’è anche a “Sala Consilina”>.

Nel contesto di detto articolo riportavo quanto mi era accaduto a me personalmente presso gli uffici amministrativi e sanitari del “distretto” di Sala Consilina, definendo il fatto un momento di buona sanità di un distretto troppo spesso vituperato e tante volte a torto.

IL FATTO – … Subito la risposta disponibile dell’accettazione, senso di misura e disponibilità; si ripete il momento del peso e della pressione e poi mi ritrovo al cospetto della specialista dott.ssa Teresa Barone che con grande signorilità e professionalità non disgiunta a naturale disponibilità mi accoglie, dialoga con me a lungo, mi solleva dal pensiero che la mia patologia è ormai risolta, e mi fissa una nuova visita per il prossimo mese di aprile 2026. Ringrazio e lascio la struttura meditando su tutte le sciocchezze che la stampa scrive sulla malasanità valdianese

LA SORPRESA – …  Mentre esco dal plesso incrocio il mio amico dr. Luigi Mandia (direttore sanitario del presidio ospedaliero di Polla) al quale, dopo i convenevoli saluti, racconto quanto mi era accaduto per ben due volte nel Distretto Sanitario; e lui senza esitazione mi dice: “Scommetto che sei stato visitato dalla dottoressa Teresa Barone”; stupito confermo e lui aggiunge: “Anche qui a Sala e nel Vallo abbiamo le eccellenze, raccontale”…

A sorpresa il giorno 7 novembre 2025, alle ore 12.40, sul giornale ed in calce al predetto articolo a nome di un non meglio identificato “Cono Morena” (sul web qualsiasi nominativo privo di dati certi è anonimo) venne postato il seguente commento: “Non è da una visita che si risanano le ossa rotte”.

Bravo Cono, non c’è che dire, è facilissimo parlare quando non ci si mette la faccia e nell’assoluto rispetto del pensiero altrui non solo devo sconfessare Cono ma anche raccontargli che, sempre a me personalmente, a distanza di qualche mese mi è capitato di dover essere ricoverato d’urgenza nella divisione di cardiologia dell’ospedale L. Curto di Polla; e non nascondo che al momento del disbrigo delle pratiche in pronto soccorso mi ritornò alla mente il commento di Cono e di conseguenza accettati il ricovero con tante perplessità.

Come d’incanto, però mi sono ritrovato in una divisione senza alcun odore tipico ospedaliero, piuttosto pieno di graditi odori quasi fossi caduto in una sorta di oasi felice. Sono stato ricoverato a Palm Beach in Florida, a Roma nel San Filippo Neri e a Salerno nel Ruggi, ma un ambiente accogliente come la mini struttura di Polla non l’avevo ancora incontrata.

E’ vero, come si suol dire, che il pesce puzza dalla testa ma quando la testa funziona tutto il resto va da se in maniera semplice snella ed anche leggera pur tenendo conto della severità del reparto. E la testa, cioè il capo, della cardiologia di Polla è sicuramente un’ottima guida che promana gentilezza, sensibilità e tratti coscientemente umani; parlo del dr. Silvio SAPONARA che da qualche anno dirige il reparto che oggi può essere annoverato fra le eccellenze assolute della sanità pubblica del Vallo di Diano.

E dopo la testa c’è ovviamente il corpo del pesce che, nelle varie sfaccettature, competenze, ruoli e professione denota una qualità di un certo livello che se supportata di tutti gli strumenti della tecnologia moderna potrebbe svettate veramente verso cime molto alte nell’ambito della cardiologia campana. Per questo ulteriore traguardo sia il direttore sanitario dr. Luigi Mandia che i politici valdianesi dovranno lavorare mettendoci tutto il loro impegno.

Medici, infermieri, OSS e quant’altro appaiono inseriti in un sistema che, come un ingranaggio perfettamente oliato, funziona molto bene e manifesta punte di rigore professionale e di sensibilità umana nei confronti di tutti i pazienti.

Dovrei citare tutti, nome per nome, ma non ho l’elenco nominativo; mi fermo, quindi, soltanto ai nomi che ho meglio conosciuto e cito tra i medici i dottori Citro, Sorvillo e la dott.ssa Paglia, la coordinatrice degli infermieri Rosa Campiglia e tra il personale parasanitario il bravo e umano Michele Marmo (sindaco di San Rufo) e la OSS sig.ra Orlando di Sassano.

Tutti, dico proprio tutti, vanno comunemente ed in egual modo elogiati; dal primo all’ultimo lavorano con passione, abnegazione, prontezza e sensibilità.

E lasciatemi, infine, ricordare che nella mia stessa stanza (due letti, con bagno come tutte le altre) ho avuto il piacere di conoscere Annibale R., un intellettuale di chiarissima cultura che spero di reincontrare quanto prima, almeno per centellinare insieme un bel caffè.

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