Aldo Bianchini
SALERNO – Francesca Paola Albanese (nata ad Ariano Irpino -AV-) è una giurista italiana, esperta di diritto internazionale, specializzata in diritti umani e Medio Oriente.
Anche se la definizione di “giurista” mi fa ridere, perchè in questo Paese ormai i giuristi non si contano più, si buttano, se vai sul lungomare a Salerno ne trovi tantissimi, sono a decine di migliaia (se non centinaia di migliaia) ed è sufficiente conseguire una laurea in giurisprudenza per autocelebrarsi giuristi. Povero Calamandrei, si starà rivoltando nella tomba. (lo avevo già scritto e lo ribadisco)
Ma chi è la Albanese ?
Dal 2022 è relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati con nomina che dal mese di maggio di quell’anno doveva durare per tre fino al 2025; frettolosamente qualche mese fa la commissione speciale del Palazzo di Vetro, su spinta speciale della sinistra italiana, le ha riconfermato l’incarico per altri tre anni che dovrebbero scadere nel maggio del 2028. Ricevimenti, viaggi, scorte, convegni, cittadinanze e deferenze a spese del popolo italiano per un personaggio che di quella carica ne sta facendo uno strumento di lotta politica; e qualcuno già pensa di candidarla nelle politiche del 2027.
Chi è il marito della Albanese ?
Proprio come la moglie, che dopo la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa ha preso un master sui diritti umani a Londra, Massimiliano Calì si è laureato in Economia per poi specializzarsi nella capitale inglese, conseguendo un dottorato di ricerca in Geografia economica alla London School of Economics. Stando a quanto si può apprendere da Wikipedia, Calì è un economista affermato e lavora come funzionario della Banca Mondiale, dove ricopre il ruolo di senior country economist in Tunisia. Prima di entrare nella Banca Mondiale (dove inizialmente si concentrò sul commercio in Indonesia), il marito di Francesca Albanese è stato economista presso l’ambasciata italiana in Bolivia, ricercatore per l’Overseas Development Institute e anche consulente per il Ministero dell’Economia della Palestina. Le sue posizioni a sostegno della causa palestinese e contro il genocidio da parte dell’esercito israeliano gli sono costate varie critiche e accuse, proprio come accaduto alla moglie. (fonte Libero Magazine)
Un nuovo madornale e imperdonabile errore della sinistra nostrana per cercare di intaccare l’immarcescibilità della Meloni ?
Credo sostanzialmente di sì, quando la sinistra si impunta non c’è verso di farla ragionare: dalla Albanese, ai tanti giudici politicizzati, agli estremisti di piazza, alla stessa Salis appare tutto in funzione strettamente finalizzata allo scontro e non alla dialettica politica, dura e ferma, da opposizione seria. Invece è tutto il contrario e la sinistra va al macello ben sapendo che tutte queste prese di posizione non fanno altro che danneggiarla in termini elettorali. L’italiano medio, l’elettore, è stufo; e i risultati che rasentano il ridicolo si vedono anche in Parlamento come nel caso della votazione della fiducia per gli aiuti al comico presidente dell’Ucraina.
La Francia fa quello che per la sinistra italiana è un tabù ?
Purtroppo è l’amara verità, ancora una volta i francesi (ora per bocca del ministro degli esteri Jean-Noel Barrot) ci scavalcano e prendono una netta posizione contro la sacerdotessa ed annunciano che nella sezione speciale dei diritti umani dell’ONU prevista per il prossimo 23 febbraio 2026 chiederanno le sue dimissioni da una carica che, per grazia divina, ha ricevuto non si sa perché e da chi, e con quali specifici titoli ci è arrivata. La sinistra nostrana prende, addirittura, la difesa della indifendibile che anche il cardinale Pizzaballa celebra dicendo che è un personaggio controverso ma coraggiosa (ecco perché non ha fatto il Papa !!).
Secca la dichiarazione del ministro francese: “… diffonde discorsi di odio che danneggiano quella stessa causa palestinese che vorrebbe difendere …”
Ma quello che non fa la sinistra italiana lo ha fatto prima ancora della Francia (qualche mese fa) anche il segretario di stato USA Marco Rubio che l’ha accusata di «fomentare l’antisemitismo, esprimere sostegno al terrorismo e disprezzare gli Stati Uniti e Israele» e l’ha sanzionata; anche contro il parere di Amnesty International. E adesso lo fanno pure la Germania, l’Austria e la Repubblica Ceca; e si muove, a rilento, anche l’Italia.
Cosa accadrà ?
Difficile dirlo, per il momento bisogna prendere atto che contro “la sacerdotessa” sono schierate ben due delle quattro potenze vincitrici della seconda guerra mondiale; due potenze che possono esercitare ancora il diritto di veto.
La difesa ?
Lei ancora cerca di difendersi e dichiara che contro è iniziata “la santa inquisizione”, ma all’orizzonte si profilano le non più rinviabili dimissioni. Finalmente !!