da Pietro Cusati ( Giurista-Giornalista)
L’art. 111 della nostra costituzione impone che il giudice sia non solo imparziale ma anche terzo. E terzietà non può che significare appartenenza del Giudice ad un ordine diverso da quello del pubblico ministero. La separazione delle carriere serve a rendere il processo penale più equo perché lo assegna ad un giudice terzo.La riforma Nordio si giudica dal merito perché completa il processo accusatorio, che nel 1989 ha sostituito il rito inquisitorio. Il codice di procedura penale, voluto dall’allora ministro della giustizia Prof. Avv.Giuliano Vassalli che ha superato il codice di Alfredo Rocco, adottato nel 1930 . NEL 1999, la legge costituzionale n. 1, con l’introduzione dell’art. 111 della Costituzione, ha fissato le norme cardine del giusto processo, garantire la reale terzietà del giudice, assicurando che chi giudica sia distinto dalla pubblica accusa e posto in posizione di effettiva parità con l’avvocato difensore. Separare le carriere con la costruzione di due percorsi professionali differenti. Dopo il caso Palamara è necessario un cambiamento ,grazie al referendum confermativo che si terrà il 22 e 23 marzo 2026 ,una spallata al sistema delle correnti al Csm,Consiglio Superiore della Magistratura. Una cosa è certa che gli Italiani voteranno a favore o contro il governo ,alle elezioni politiche del 2027.Diceva Pietro Nenni «Gareggiando a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura». In Calabria, lo Stato,cioè i contribuenti Italiani, abbiamo pagato 78 milioni di euro per risarcimenti per ingiusta detenzione??? Condivido con quanto affermato dal Professore Alessandro Barbero, due Csm distinti, in entrambi i membri laici (nominati dal Parlamento in seduta comune, come quando si elegge il presidente della Repubblica e i giudici della Corte Costituzionale) sono un terzo e i magistrati sono due terzi. L’alta Corte, terzo istituto previsto dalla riforma, è formata da 15 membri, 9 togati e 6 laici.Quindi una netta prevalenza di giudici in tutte e tre le componenti . I giudici sono per definizione vincitori di un concorso pubblico e abituati, per il loro lavoro, a prendere decisioni. Ritengo,pertanto,che le correnti interne non avranno,certamente,il ruolo che hanno avuto in passato.DOPO IL CASO PALAMARA .La nostra società democratica non può permettersi un’ingiustizia della giustizia. Il giudice deve essere terzo! Se i magistrati impugnano il codice come un’arma e la toga come una divisa allora è il crollo della democrazia. Per il giudice il querelante e il querelato devono essere sullo stesso piano. Ma per fare strutturalmente questo il pm e il giudice devono appartenere a due mondi completamente separati, non devono avere la stessa carriera, uno stesso meccanismo di funzione e un medesimo Csm perché svolgono due funzioni completamente diverse. Il pm non deve essere equiparato al giudice e quando si rivolge a lui deve essere visto allo stesso modo di un avvocato. Il giudice dev’essere terzo anche nei confronti del pubblico ministero, invece ora lo vede come un suo collega. Il giudice ha una cultura ompletamente diversa rispetto a un pubblico ministero.Il Giudice Giovanni Falcone insisteva sulla separazione delle carriere in tempi non sospetti. E riteneva che la separazione delle carriere non indebolisce il pm ma lo rafforza, lo rende più libero, più pubblico ministero. Occorre recidere i tentacoli dell’associazione nazionale magistrati con i consiglieri del Csm. Infatti le correnti continuano a decidere chi andrà al Csm poi questi magistrati non saranno più indipendenti, nel senso che rispondono alle correnti che li hanno fatti eleggere. Un Magistrato può chiedere, per esempio, la condanna a 30 anni di reclusione o condannare a 30 anni di reclusione un cittadino, ma per i sostenitori del NO non può essere sorteggiato per valutare l’avanzamento di carriera di un suo collega.