Da Giuseppe Amorelli (avvocato – scrittore)
Una riflessione sulla “Giustizia” come Avvocato, Cittadino, ma soprattutto come Uomo.
Non è pensabile che una riflessione sulla Giustizia possa prescindere da una più ampia riflessione sull’uomo e seguire un percorso disallineato e indipendente da quelli che la società, la cultura, la moralità possono, a loro volta, comportare. Il problema della Giustizia è oggi piu che mai un tema centrale, in quanto trasversale a quello della libertà, della dignità umana, del rispetto tra uomo e uomo».
Il concetto autentico di Giustizia, valido in ogni momento e sotto ogni latitudine, postula principalmente, il rispetto per la dignità dell’uomo. Perche la Giustizia è tutela e realizzazione di tutti i valori fondamentali dell’uomo , è questione di libertà e democrazia . Le norme giuridiche si sappia, che di sicuro sono “diritto” ma ,tuttavia, non è detto che rappresentino l’espressione della giustizia come valore, superiore alle mutevoli leggi umane.
Spesso capita nelle aule dei presidi giudiziari che il rispetto delle procedure formali della giustizia genera ingiustizie .Ma il processo che serve alla Giustizia, quello vero è quello in cui si concretano i sentimenti di rispetto per i valori della persona e della umanità, ove si rispetti effettivamente il ruolo di difesa e accusa ed il giudice sia imparziale e terzo.
Sono fermamente convinto che la legge deve continuamente essere riponderata, attualizzata rispetto al contesto e letta con le lenti dell’obiettivo primario ed ultimo: la protezione e la salvaguardia della persona. Dobbiamo pertanto tendere , come giustamente affermava Leonardo Sciascia a quella” giustizia schiva e silenziosa, non petulante, la giustizia che non fa spettacolo, la giustizia piena di pudore, la giustizia che alberga nell’animo di tanti anonimi giudici, tanti «piccoli giudici» che ogni giorno, nella sofferenza e nell’angoscia, soli con la propria coscienza, decidono della sorte dei propri simili”.
La storia non si dimentica, la storia insegna, e ci guida nelle scelte attuali. Guai a prescindere da essa.
Fu proprio Sciascia che si spese per l’approvazione del referendum del 1986 sulla legge sulla responsabilità civile del magistrato dinanzi alla distorsione nell’esercizio del potere giudiziario. «Quando i giudici godono il proprio potere invece di soffrirlo, la società che a quel potere li ha delegati, inevitabilmente è costretta a giudicarli»
Giudicare è stato sempre un ufficio piu arduo a cui gli uomini sono chiamati, forse un ufficio superiore alle forze dell’uomo, sicchè, come sosteneva Carnelutti :” un uomo per essere Giudice dovrebbe essere piu che un uomo”
Ma esisterà, si chiede il cittadino ignaro di cose di Giustizia , il piu delle volte confuso dai vari slogan a favore o contro la riforma, e il parteggiare esibendosi sui social e i media, di magistrati di turno, un giudice indipendente, terzo ed imparziale aldilà del dettato normativo?
Il Giudice Livatino sosteneva che :”l’indipendenza del giudice non è solo nella propria coscienza, nella incessante libertà morale, nella fedeltà ai principi, nella sua capacità di sacrifizio, nella sua conoscenza tecnica, nella sua esperienza, nella chiarezza e linearità delle sue decisioni, ma anche nella sua moralità, nella trasparenza della sua condotta anche fuori delle mura del suo ufficio, nella normalità delle sue relazioni e delle sue manifestazioni nella vita sociale, nella scelta delle sue amicizie, nella sua indisponibilità ad iniziative e ad affari, tuttoché consentiti ma rischiosi, nella rinunzia ad ogni desiderio di incarichi e prebende, specie in settori che, per loro natura o per le implicazioni che comportano, possono produrre il germe della contaminazione ed il pericolo della interferenza; l’indipendenza del giudice è infine nella sua credibilità, che riesce a conquistare nel travaglio delle sue decisioni ed in ogni momento della sua attività.”
Sono riflessioni perfettamente condivisibili, la divisione dei poteri, senza rischi di pericolose interferenze, garantisce la vita democratica del nostro Paese. Nessun tentativo di prevaricazione può essere accettato, alla luce del dettato costituzionale. Bravo Giuseppe mi congratulo con te