Aldo Bianchini
SALERNO – In tanti si chiedono dove sia il centro destra salernitano, difficile rispondere se non con la banale ed anche retorica: “E’ seduta al tavolo delle presunte trattative interne nell’attesa del voto”.
Badate bene, ho scritto in attesa del voto e non della scelta del candidato; perché per la scelta, secondo i saccenti di sempre, c’è ancora tempo tanto si vota il 24 e 25 maggio 26 e ci sono ancora 87 giorni.
Purtroppo il vizio di sempre; il cdx di Salerno non è mai stato capace in questi ultimi trentadue anni di scegliere un potenziale candidato, di condividerlo, di presentarlo agli elettori, di tenerlo come un vero e proprio “controcanto” nei confronti di Vincenzo De Luca e, infine, di lanciarlo nell’immaginario collettivo dei cittadini come la vera risorsa di rinnovamento attraverso il mondo dell’informazione (giornali e tv); non dico ogni giorno dei cinque anni intercorrenti tra una consultazione elettorale e l’altra, ma almeno settimanalmente.
Del resto De Luca lo fa da oltre trent’anni dalle frequenze di Li.Ra.Tv con una puntualità asfissiante tutti i venerdi con diverse repliche nello stesso giorno ed in quelli successivi, e i risultati si vedono.
E’ tutta qui la differenza tra il deluchismo e il resto delle truppe, quasi clandestine, che si muovono nascondendosi dietri i cespugli difficilmente identificabili per nomi e cognomi.
Ma questa è una peculiarità che è come un comune denominatore per tutti, da De Luca ai suoi cespugli fino al centro destra; da trent’anni sono sempre gli stessi personaggi a dominare la scena politica locale con un’enorme vantaggio per “San Vincenzo da Ruvo del Monte”; lui ha la capacità di ripresentarsi sempre con un aspetto nuovo e con sempre maggior grinta miscelata promesse di radicale rinnovamento del tipo “la ricreazione è finita”; e la gente, l’elettore medio che è la maggioranza, si esalta e lo vota. Vota Lui in massa, non il suo gruppo o i suoi rappresentanti.
Gli altri, quasi tutti presunti oppositori, devono accontentarsi di raccogliere consensi e voti alla spicciolata andando casa per casa e infastidendo parenti ed amici con la promessa di garantire ai propri elettori le attenzioni desiderate qualora la sorte lo facesse entrare a palazzo di città; lì dove se appena appena si permette di instaurare un discorso politico viene puntualmente travolto dall’irruenza di colui che fin dal 22 maggio 1993 è considerato dalla stragrande maggioranza dei cittadini “il sindaco di Salerno”.
Sindaco che a mio modesto parere il centro destra nostrano non vuole; almeno non lo vuole con quell’insistenza che sembrava, nel 2009, manifestarsi con l’attacco concentrico al famigerato “Fort Apache” (il palazzo Guerra, ndr !!) con un aggressivo Edmondo Cirielli (eletto presidente della Provincia) e l’allora ministra Mara Carfagna; poi l’alleanza si sfasciò sulla questione del “termovalorizzatore comunale” molto attenzionata dalla Carfagna per via dei suoi rapporti con gli imprenditori Marco Mezzaroma e Claudio Lotito (che in cambio acquistarono la Salernitana Calcio).
Nel corso di tutti questi anni il cdx è stato capace di buttare al massacro tanti candidati: Gigi Casciello nel 1997, Aniello Salzano nel 2001, Nino Marotta nel 2006, Anna Ferrazzano nel 2011, Roberto Celano nel 2016, Michele Sarno nel 2021; per non parlare di Pino Acocella (sinistra DC) che nel 1993 fu seppellito dal fuoco amico congiunto a quello della destra di Nino Colucci e Vincenzo De Masi; e il sacrificio di Alfonso Andria nello storico duello del 2006 quando gli oppositori all’interno del PD ebbero l’infelice idea di contrastare l’astro deluchiano. Finirono tutti come i bambini che vanno verso l’altare della prima comunione con il giglio in mano.