Referendum giustizia, avvocati prossimi vincitori.

 

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

Comunque vada sarà un successo, ma molto probabilmente non per le parti in gara piuttosto per l’avvocatura.

 

Chiambretti, altro arbitro umoristico esordiva con questa frase ottimista e fatalista gli spettacoli serali per allietare la borghesia italiana televisiva che a fine giornata rientrava in casa non senza aver dedicato a qualche connazionale la tipica frase “si trovi un buon avvocato!”.

 

Tra politici e magistrati, politologi e neo-perbenisti, la regola vuole ancora che tra i due litiganti il terzo gode, o se ne avvale, cioè un esercito di avvocati il cui numero in Italia stava superando la qualità offerta.

 

Gongola quindi la burocrazia le cui prassi saranno moltiplicate in vista del successivo risultato di questo appello generale che non fa altro che fare pubblicità alla classe forense in generale.

 

In articoli precedenti su il Quoitidiano di Salerno anticipai il bisogno impellente di una autonomia maggiore per l’avvocatura come in altri paesi avanzati i cui studi fanno pubblicità al pubblico come ad esempio oggi le cliniche mediche private, specie dentistiche, ognuna in libera concorrenza per un risultato di prestigio.

 

Troppo cinico paragonare il prodotto giustizia con altrettanti ma purtroppo a livello economico molti paesi equiparano la bilancia pragmaticamente laddove la vita commerciale é semplificata ma non a chiacchiere o con slogan politici di snellimento para-nutrizionista pubblicitario.

 

Giacché siamo in pieno carnevale da calendario, trovo bene l’occasione al rimando delle predette metafore per una ilarità degna dello stile di Chiambretti per sbrogliare almeno squallore e pasticci, miserie e nobiltà delle più classiche della cultura del bel paese.

 

La mediocrità specchiata dagli show di Costanzo, Chiambretti, Magalli, ed altri personaggi pertanto autorizzati a far concorrere l’italiano medio sembra essere il meccanismo ancora utile da oliare bene per far funzionare la macchina Italia; dai talk show si é capito infatti solamente che si sta divulgando materie di giurisprudenza ed i concorrenti come al solito fanno a gara a chi é più bravo, senza capire, molto probabilmente, che stanno tutti prenotando un’assistenza legale.

 

 

 

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