COMUNE: la volta buona di Salzano (finalmente !!) … analisi di una dichiarazione

 

Aldo Bianchini

SALERNO – L’ho detto e scritto tantissime volte, ragion per cui non rischio di cadere in contraddizione se riaffermo che “io non ho mai capito le dinamiche interne della politica e le strategie della stessa che portano molto spesso l’uomo a cadere in pesanti contraddizioni”, anche di fronte alla sua stessa coscienza.

Ho letto con grande interesse la lettera-dichiarazione che l’amico prof. Aniello Salzano (coordinatore provinciale di “Popolari e Moderati” e già sindaco di Salerno; già consigliere regionale con la D.C., e già candidato sindaco contro Mario De Biase nel 2001 con Forza Italia, e infine membro del cda di SCABEC la più scandalosa società regionale per la distribuzione di contributi a gogò) ha inviato, in esclusiva -credo !!- al quotidiano Il Mattino che spesso e giustamente gli apre le porte pubblicitarie ai fini di un serio contributo per un dibattito che in questa città addormentata non decolla mai.

Ho letto con grande interesse, dicevo, ed ho tirato un sospiro di sollievo: “finalmente !!” Aniello ha deciso di tirarsi fuori dalla politica attiva, anzi di mettere distanze chilometriche tra se stesso e il kaimano (De Luca !!), un personaggio che è stato sempre molto presente nella vita dell’ottimo ex docente universitario:

  • Ho deciso pertanto di tenermi in disparte dalla politica attiva, non tanto dagli uomini ai quali mi piace indicare, pur tra mille difficoltà, la strada per servire il bene comune.
    La mia non deve essere intesa come diserzione, anzi … A Salerno serve gente che sappia occuparsi della città, non di persone che ambiscono ad occuparla!
    È, infine, la voglia di difendere la mia libertà di pensiero e di azione, dovendo dar conto solo alla mia coscienza, libero dai vincoli di solidarietà cui invece ti obbligano i legami e l’appartenenza a segmenti specifici della realtà cittadina.(fonte Il Mattino, ed. 27.02.26).

 

Condivido e sottoscrivo, anche alla luce del fatto che Aniello Salzano (insieme ad altri due, Vincenzo Giordano e Fulvio Bonavitacola) ha pagato un contributo altissimo in termini giudiziari (per colpa di un assunto dichiarato nell’ottobre 2021 dall’ex pm Michelangelo Russo che, insieme ad altri pm, individuava nella persona di Vincenzo De Luca il salvatore di una Salerno corrotta e calpestata dalla D.C., dal P.S.I. e dagli altri partiti dell’arco costituzionale) dopo aver dato veramente tantissimo a questa città, a cominciare dallo stadio Arechi per finire al Trincerone Ferroviario passando per il Seminario Comunale, senza dimenticare il “cordolo” di Corso Garibaldi tuttora utilissimo; e vado anche oltre, conoscendo bene Aniello penso che davvero si sia rotto le scatole di avere a che fare con una politica rivoltante e tutta incentrata sul culto della persona che io, non conoscendo le dinamiche della politica, ho sempre giudicato contraria all’essenza della democrazia che richiede confronto – partecipazione e condivisione delle decisioni da prendere in nome e per conto del popolo e del bene comune.

Una politica che Lui ha cercato di combattere dall’interno; difatti non va dimenticata la sua azione di pulizia e trasparenza della SCABEC nel cui cda era stato chiamato dal predetto De Luca che, ovviamente, rimase perplesso e malissimo.

Tutto ok quindi, finalmente Aniello Salzano ha deciso di uscire (spero sia vero !!) da quel nutrito gruppo di cialtroni che da quarant’anni occupano le poltrone del Consiglio Comunale senza alcuna veduta allargata come vorrebbe l’elettore medio.

Non comprendo, però, lo sfogo di Aniello quando parla del suo nemico-amico Vincenzo De Luca come se avesse scoperto all’improvviso le spigolose qualità negative del kaimano:

  • “il suo atteggiamento che considero tracotante, oltraggioso ed anche l’irrisione, le offese e il disprezzo nei confronti di chi ricopre importanti cariche istituzionali … Nè si possono avallare i modi con cui canzona l’interlocutore o sbeffeggia l’avversario …”.

 

E mi ritrovo di nuovo solo con la mia incapacità di comprendere le dinamiche della politica; e mi chiedo e chiedo ad Aniello: “Ma De Luca è stato sempre così; come fai ad accorgertene soltanto oggi dopo aver sostenuto per oltre quattro anni l’amministrazione Napoli pienamente deluchiana ?”.

Chiudo con la speranza che mi dia qualche risposta ma con la cosciente certezza che nessuna risposta arriverà mai.

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