Aula distratta, assenze e schiamazzi

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

Una settimana svanita per inseguire gli scali aeroportuali di Crosetto. Eppure i nostri parlamentari sanno che in media ogni tre voli capitano intoppi con qualsiasi compagnia; ora per condizioni meteo ora per disordini sociali o scioperi del personale e così via.

Sembrano ancora non chiare ed evidenti le priorità ai nostri rappresentanti di Montecitorio perché con emergenze strutturali, come la scorsa alluvione emiliana e le frane calabresi, ora la politica perde tempo per arrogarsi il diritto di giudicare l’andamento di conflitti delle superpotenze dimentichi ancora dell’articolo 11; addossando il tutto su Tajani e Crosetto o il meloniano leghista di turno.

Si ricordano in molti di Lampedusa e Pantelleria, Taranto ed altri buchi del colapasta generale solamente a disastro avvenuto.

Se prima non si risolvono le emergenze in casa nostra come può un popolino di anzianotti pretendere di sentenziare a proposito di politica estera essendo insufficiente a provvedere a sé stesso?  Perché accanirsi su un onorevole manco fosse un affare di stato, di qualche giallo omicida altrove già archiviato nei faldoni di cronaca nera, o ancora su problemini piccolo-borghesi trasmessi in prima serata? Come mai la nostra classe politica perde immediatamente ad ogni risveglio mattutino l’agenda per inseguire chiacchiere televisive?

La partecipazione dei nostri eserciti ed i finanziamenti militari di competenza del ministero della Difesa potranno apparire anche faziosi ed esagerati, ma se le opposizioni partitiche al governo non dimostrano prima di saper e dover risolvere le questioni interne, casomai interrogando sì, il governo sul da farsi, senza cadere in una inquisitoria invidia tra le parti, allora le polemiche anche patinate avrebbero qualche ragione e qualche però.

Sulle assenze come da articolo precedente ho già cercato di chiarire che il premio di maggioranza ulteriore autorizzerebbe a minime frequenze in aula e non solamente mentalmente per inseguire il panico generale.

Gli schiamazzi invece anche se molteplici appelli alla calma siano stati recepiti, sembrano ancora rappresentati dagli stessi protagonismi che senza alcuna esperienza socio-diplomatica si rivolgono alle massime cariche facendo perdere tempo ed attenzione al l’insieme dei connazionali; da cui sono pagati ma giammai per essere resi conto almeno con la formula “soddisfatti e rimborsati.”

 

 

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