COMUNE: il distinguo di Avella … da socialista

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Il dibattito politico, anche fuori dal cosiddetto campo largo che a Salerno, almeno per il momento, è inesistente, si infiamma anche nelle file della ipotetica (ma non tanto !!) maggioranza convergente sulle note posizioni deluchiane.

Sulla scena irrompe il consigliere comunale socialista uscente Rino Avella che, non nuovo a simili atteggiamenti anche verso il suo stesso partito, con parole precise e concise non fa altro che fare la storia di quanto il Partito Socialista ha fatto e non ha fatto in questa città; e se fermiamo la storia positiva ai primi anni ’90 non ci resta che piangere sulle tantissime cose negative che il partito non ha fatto in questi ultimi trent’anni, soprattutto quando in momenti diversi ed a più riprese si è letteralmente sottomesso non al P.D. ma all’uomo che apparentemente senza partito domina la politica nostrana strozzandola e disintegrandola sul nascere in tutti i suoi aspetti di crescita e di condivisione.

L’intervista rilasciata da Avella al quotidiano Il Mattino (ed. 01.03.26) non fa altro che rimarcare e rilanciare tutti questi temi sull’essenza stessa del glorioso PSI che, prima nelle mani dei Conte e poi in quelle dei Maraio, sembra essersi allontanato mille miglia da quella mission che aveva maturato e lanciato negli anni ’80 con il famoso “laboratorio laico e di sinistra”; un laboratorio premiato dagli elettori con un secco e splendido 33% dei consensi cittadini, mai più ripetutosi non solo per il PSI ma neanche per tutti gli altri partiti.

E adesso tutti corrono in avanti per cercare di tamponare e spiegare la dichiarazione di Rino Avella che ai più potrebbe essere apparsa come una spaccatura, all’interno della coalizione pro-De Luca e nello stesso PSI, che potrebbe anche se in proporzioni ridotte mettere in discussione il ritorno di San Vincenzo da Ruvo del Monte.

Assolutamente poco credibile la pezza riparatrice di Luigi Di Martino (segretario cittadino del PSI) il quale vorrebbe far credere che nel partito non c’è nessuna divisione e che c’è giustamente del fermento dovuto alla crescita; ed assicura che è partita una fase nuova. Da vecchio socialista mi sento di rispondergli di andare a raccontarla da qualche altra parte; anche perché gli stessi compagni di partito Di Popolo, Willburger e il già assessore Natella che gli fanno da spalla sono poco credibili anch’essi.

Per quanto mi riguarda sarebbe stato meglio commentare l’intervista di Avella dichiarando senza tentennamenti che si tratta dello sfogo di “un socialista vero” che poco digerisce (da sempre !!) questa sottomissione indecente ed ingloriosa a colui che tuttora deve essere individuato come uno dei massimi responsabili (anche sul piano giudiziario) della caduta del PSI salernitano e della frantumazione mdi quel sogno all’ombra del profumo dei garofani.

Ma questo, ahimè, probabilmente Di Martino, Di Popolo, Willburger e Natella (considerata la loro ancor giovane età) non l’hanno vissuto sulla propria pelle ovvero l’hanno visto soltanto da lontano e senza quella sofferenza incredibile che tratteggiò e segnò quel periodo doloroso.

Sarebbe necessaria, quindi, non soltanto una nuova fase ma una totale revisione della strategia politica di oggi per rilanciare il partito e porlo nella sua naturale condizione determinante per il futuro della città, e non solo.

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