Da Angelo Andriuolo
Ha preso il via sabato 7 Marzo 2026 nella Scuola Primaria dell’ Istituto Comprensivo di Teggiano la fase extra curriculare del progetto didattico “Usi, costumi, dialetto e tradizione di Teggiano“, attivato nel quadro della Offerta Formativa programmata per il triennio 2025/2028.
Le attività interesseranno gli alunni delle classi IV e V del Plesso di San Marco, per un totale di sedici elementi, guidati dalle docenti interne Rosa Cimino – che è anche Responsabile del progetto –, Antonella Ferro, Marisa Petrizzo e Maria Giovanna Vricella con il supporto di due esperti esterni: il dr. Vincenzo Andriuolo – Presidente di “Mōre Dianense Associazione per lo Studio e la Promozione della Lingua e della Cultura Locali” nonché autore di studi sul dialetto di Teggiano – ed il prof. Salvatore Gallo – Vice presidente della medesima associazione ed autore di poesie in vernacolo.
Questo momento è stato preceduto da una serie di attività curriculari avviate già nel novembre scorso e mirate essenzialmente a fornire agli alunni interessati un quadro organico e complessivo delle condizioni di contesto di carattere storico e geografico.
Come emerge dalla scheda di progetto, il macro obiettivo è di approfondire i legami culturali e sviluppare una conoscenza linguistica consapevole del proprio contesto locale. “La finalità ultima – chiarisce infatti la responsabile – è, da un lato, rafforzare il legame col territorio e valorizzare il patrimonio immateriale della comunità di appartenenza; dall’altro, far prendere coscienza ai ragazzi ed alle famiglie della capacità del dialetto di accrescere e rafforzare le competenze linguistiche. Non v’è dubbio, infatti, che il dialetto sia la risorsa didattica che meglio si presta allo studio, ad esempio, della toponomastica e delle tradizioni, giacché rende l’apprendimento più concreto”.
“L’approccio prescelto – spiega ancora la Cimino – si concentrerà sia sul lessico, attraverso la rilevazione soprattutto di proverbi ed espressioni idiomatiche, sia sulla musicalità della lingua locale e sulla sua stretta coerenza con alcune strutture metriche; verranno, a tal fine, analizzati nenie e racconti (cùndi nel dialetto locale) della tradizione orale e componimenti in vernacolo di poeti contemporanei”.
Dal punto di vista organizzativo, verrà privilegiato il lavoro di gruppo ed a classi aperte, circostanza questa che consentirà di ottimizzare le attività in un contesto nel quale il dialetto è ancora molto utilizzato nelle relazioni interpersonali, anche tra ragazzi. Ne beneficeranno in particolare i laboratori teatrali con dialoghi in vernacolo, che renderanno pratico e divertente l’apprendimento della lingua degli avi.
“Alla fine del percorso – conclude la responsabile del progetto – dovremmo avere formato una folta ed efficiente schiera di Custodi del dialetto; questo il senso del Giuramento del custode del dialetto teggianese, un vero e proprio patto che lega docenti, allievi e la comunità locale”.
Per i vertici di Mōre Dianense, le attività di progetto non solo concretizzano appieno aspetti qualificanti le finalità istituzionali della Associazione, ma rientrano anche ed appieno nel quadro della convenzione Prot. 0334448 dell’ 11/09/2025 dalla stessa sottoscritta con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’ Ateneo salernitano.