da Nicola Mastrocinque
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Lo spettacolo teatrale, intitolato Alessandro Bergonzoni, Arrivano i Dunque. Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca”, inserito nel cartellone dell’Accademia di Santa Sofia, per la stagione 2025-2026, è stato veramente strabiliante. La performance dell’attore bolognese è stata a dir poco straordinaria, per l’interpretazione di un testo profondo ed originale, per allargare gli orizzonti della mente, per comprendere gli eventi del mondo nella complessità esistenziale. Il preludio alla rappresentazione è stato preceduto dall’illuminante relazione di Andrea Cusano, professore ordinario di Elettronica Digitale e Elettronica per l’Automazione all’ Università degli Studi del Sannio di Benevento. Il docente ha trattato il tema: “La luce come potente strumento tecnologico per la medicina di precisione”. Nel corso del suo intervento ha sottolineato in particolare il rapporto che intercorre tra la medicina e la luce, per la cura di patologie. con applicazioni di ultima generazione. Alessandro Bergonzoni, originario di Bologna, classe 1958. É artista, attore, autore. Sono uindici gli spettacoli teatrali al suo attivo e ha già scritto sei libri. Nella settima arte figura nei film Pinocchio (2001) di Roberto Benigni e Quijotet (2006) di Mimmo Paladino. Collabora da anni per le rubriche Aprimi Cielo sul “Venerdì di Repubblica” e Il pensato del giorno su Robinson, dal 2005 si avvicina al mondo dell’arte, esponendo in diverse gallerie e musei. Alla sua carriera artistica profonde anche un notevole interesse per i temi sociali, tra cui la carcerazione, l’immigrazione, la malattia e la pace, tenendo su questi argomenti incontri in vari ambiti. Ha vinto il Premio della Critica 2004/2005, il Premio Hystrio nel 2008 e il Premio UBU nel 2009. Dal 2015 ha presentato in varie Pinacoteche Nazionali l’installazione performativa Tutela dei beni: corpi del (C)reato ad arte (il valore di un’opera, in persona). Nel 2020 per Garzanti esce Aprimi cielo, dieci anni di raccoglimento, articolato. Nel 2022 gli viene assegnata la Coppa Volponi per il lavoro letterario, il Premio Nazionale Cultura della Pace-Città di Sansepolcro e, nel 2023, il Premio Montale Fuori di Casa. Nel 2024, oltre al debutto di Arrivano i Dunque, ha inaugurato al Mudima di Milano l’installazione Vite Sospese. Si apre il sipario, il colore rosso circonda un grande scatolone che funge da tavolo, sarcofago, la scenografia è scarna ed essenziale. Bergonzoni è nascosto sotto la grande scatola, collocata al centro della scena, prende dei libri e li mette sopra, ci sono pure dei fogli, si mostra al pubblico. In un’ora e mezza ininterrotta, gioca con le parole, con accezioni diverse a seconda del contesto. Lo spettacolo è paragonato ad “Un’asta dei pensieri”, per ceracare il miglior (s)oferente, per mettere all’incanto il verso delle cose, magari d’uccello o di poeta. Utilizza espressioni parto dallo sproposito, per la rifusa, con la congiungivite, varco il fraintendere, fino all’unità dismisura, tra arte e sorte, famminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah. Immerso nella crealtà, termine coniato dall’arguto artista, vestito di nero con un camice bianco propone stravaganti associazioni, tratta del tempo nelle sue sfaccettature. Egli sottolinea:“Il tempo stringe, non è sempre abbraccio, ma corda o lenzuolo.”. Il suo sarcascmo nella recitazione rimanda alle tragedie del nostro tempo, alle fragilità del quotidiano, all’amore in senso lato, all’indiffrenza del pianeta. Scroscianti e prolungati applausi hanno rivolto i numerosi spettatori a Bergonzoni. Si chiude la tela del teatro e una voce fuori campo, ricorda Gaza, gli orrori delle guerre e le inquietudini umane. A fine esibizione, l’artista si è intrattenuto per un firma copie della sua opera “Aprimi cielo”.