Aldo Bianchini
SALERNO – Sono passati diversi mesi da quando, l’8 aprile 2025, ho scritto l’ultima puntata in ordine di tempo sulla lunghissima vicenda relativa ai misteri ed ai contrasti (almeno apparenti !!!) tra la Chiesa Salernitana ufficiale, l’Opera del Gregge del Bambino Gesù e la Caritas Diocesana; Il Gregge, un’associazione privata tra i fedeli dell’arcivescovado di Salerno che nasce dall’esperienza spirituale risalente al 1939 della signora Caterina Tramontano (1911 – 1996) che i numerosissimi seguaci chiamavano “Zia Rina”.
Quell’ultima puntata era incentrata proprio sui misteri, non gloriosi ma miseramente molto umani, che erano partiti subito dopo l’arrivo di S.E. Mons. Gerardo Pierro (nato a Mercato San Severino, 26 aprile 1935 – deceduto a Pontecagnano Faiano, 24 febbraio 2025) sulla poltrona di arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno il 4 luglio del 1992 con l’alleanza senza condizioni tra il Presule, l’associazione Il Gregge e la Caritas; un’alleanza finita nella polvere con il progressivo ed inarrestabile guerra intestina iniziata con il siluramento, mai chiarito, di mons. Franco Fedullo (1955 – 2022) dalla presidenza della Caritas nel 2005 dopo 13 anni, posto in cui lo aveva voluto lo stesso Pierro.
Uno scontro, quello con Fedullo, che portò all’irrigidimento dei rapporti con Il Gregge (di cui Fedullo era uno dei massimi esponenti, se non proprio il virtuale capo supremo) che portò alle clamorose inchieste giudiziarie (la più nota quella del sequestro nel 2008 dell’Angellara Home), inchieste che diedero lo scossone finale per il detronamento di Pierro e l’arrivo di Mons. Luigi Moretti nel 2010, anche lui innocentemente trascinato nello scontro per via dei portatori di San Matteo. Le dimissioni, poi, di Moretti per motivi di salute spalancarono le porte all’arrivo di S.E. Mons. Andrea Bellandi, tuttora arcivescovo della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno.
Questa, più o meno, la storia fin qui narrata da tutte le testate giornalistiche di carta stampata e radiotelevisive della provincia di Salerno, e anche da questo stesso giornale.
Ora, però, la situazione si ribalta completamente e gli eredi della nota “Caterina Tramontano” (detta Zia Rina) hanno notificato, in via stragiudiziale, a questo giornale (alle altre testate giornalistiche lo avevano già fatto da tempo, ovvero circa un anno fa) la loro posizione a difesa della capostipite Caterina definendola estranea ad ogni ideazione, nascita e crescita dell’ Opera del Gregge del Bambino Gesù, l’associazione privata (tanto contestata da mons. Pierro che arrivò a definirla “fuori dal dogma della Chiesa Cattolica”) dalla quale gli eredi prendono debitamente ogni distanza possibile, ritenendo e dichiarando sia al grande pubblico che alla Curia diocesana (retta dall’Arcivescovo Andrea Bellandi) destinataria di pari comunicazione stragiudiziale attraverso lo studio legale degli avv. Angelo e Sergio Pisani di Napoli; Curia che molto stranamente tace su questa durissima presa di posizione degli Eredi Tramontano.
Mentre, invece, esiste presso il Tribunale di Salerno un fascicolo giudiziario già avviato a processo con prima udienza pubblica fissata per il prossimo 2 aprile 2026 e voluto per il ristabilimento della verità.
Prendiamo, ovviamente, atto del contenuto della predetta diffida stragiudiziale, e nell’attesa dell’inizio del processo fissato per il 2 aprile 2026 è giusto ribadire la volontà degli Eredi a tutela della memoria della Tramontana che, oltre a non essere una santona, non è mai stata in correlazione con l’associazione Opera del Gregge del Bambino Gesù e non ha mai avuto, per nessun motivo, conoscenza e/o interessi degli investimenti corposi operati da Il Gregge nel settore immobiliare (costruzioni edilizie Stella Marisa in Montecorvino Rovella).