Da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Opinionisti, giornalisti ed arbitri combattono per l’imparzialità. Ma si tratta di un concetto che ora coinvolge la macchina giudiziaria e mi permetto di sottoporre qualche esempio che aiuti almeno il mio avallo al fronte del si.
Un medico professionista pur con un team di esperti infermieri non dipende facilmente dal giudizio della propria squadra; ed altre correlazioni in quello che i gotha del marketing chiamano “Decision Making” quale processo finale a seguito di un briefing aziendale, privato o pubblico che sia, non sono quasi mai allacciate al vertice deliberante.
Fatta tale premessa in tutta onestà parziale, colgo l’occasione per ricordare alla politica distratta che il tormentone referendario attuale distoglie molta audience da ciò che subito a ridosso successivamente in calendario chiamerà alle urne amministrative.
L’importanza maggiore a mio avviso sta nel fatto della mancata disquisizione sulle parti in gara per le tribune operative il normale corso della funzione civica e sociale, quindi partitica di rappresentanze che dovrebbero invece preoccuparsi maggiormente delle sorti e delle composizioni delle future quanto prossime giunte istituzionali .
Se come da poco in grave ritardo temporale la società italiana si stia accanendo sul ”giustappostismo” delle competenze, una volta acclarata la dignità delle stesse, penso che il problema del funzionamento degli organici sia da posporre come per l’importanza di un pilota rispetto all’autovettura in questione.
L’attenzione sui dibattiti da parte dei media sull’appello referendario sembra stia gravemente distogliendo l’attenzione, come spesso accade, dal focus reale.