L’ALBERO di NATALE (45): Giovanni Fortunato e la voce della famiglia

Aldo Bianchini

SALERNO  / SAN GIOVANNI A PIRO – Seguo la vicenda dell’ex sindaco di Santa Marina (SA) e già consigliere regionale dr. Giovanni Fortunato fin dal suo insorgere sulla scena mediatico-giudiziaria; scena che ha avuto conseguenze devastanti per l’ex sindaco e per tutta la sua famiglia che si è trovata, improvvisamente, ad affrontare una situazione fuori controllo e in preda alla macchina tritatutto della stampa; anche di quella che ai tempi d’oro di Fortunato ballonzolava intorno al potente politico per favori e prebende personali.

Quasi un anno fa, esattamente il 30 maggio 2025, su questo stesso giornale ho messo per iscritto il mio pensiero sull’intera vicenda con l’articolo inquadrato nel racconto “L’ALBERO di NATALE (25)” dal titolo “Fortunato lo sfortunato, e la macchinetta conta soldi”; un articolo contro corrente, ovviamente, in linea con il mio modo di fare giornalismo sempre nel solco della “presunzione di innocenza” fino a sentenza passata in giudicato.

IL MIO PENSIERO – Pensiero che riassumo con una delle frasi più significative di quell’articolo:

  • “Seguo da oltre quarant’anni le vicende giudiziarie della provincia di Salerno e mai mi era capitato di imbattermi in una tangente complessiva di 200mila euro; considerando che in genere le tangenti si assestano tra il 3 e il 5% bisogna prendere atto che un qualsiasi imprenditore prima di scucire una simile tangente avrà ottenuto lavori per complessivi “quattro miliardi di denaro pubblico”, sufficienti per ricostruire l’intera fascia costiera da Salerno a SapriPoco credibile, quindi, l’elargizione di una simile tangente addirittura prima ancora dell’affidamento del benchè minimo lavoroQuesto tra le tante eccezioni che potrei muovere verso l’inchiesta e, soprattutto, nei confronti di chi oggi spara a zero sullo sfortunato Fortunato; sfortunato perché oggi, dopo alcuni anni di gestione del potere si ritrova in perfetta solitudine a dover combattere anche contro il cosiddetto “fuoco amico” a causa e per causa del suo difficile carattere gonfio più di boria che di minacciose ritorsioni”.

Ho conosciuto diversi anni fa la dott.ssa Biagina Grippo (moglie di Giovanni Fortunato), nel corso di una delle trasmissioni cui partecipavo su 105/Tv diretta da Antonietta Nicodemo, della quale conservo un ottimo ricordo per la gentilezza e la professionalità sempre dimostrata; spero che abbia letto quel mio articolo del 2025 e che legga questo di oggi; non perché mi aspetto della gratitudine (sarebbe sciocco da parte mia) ma per dimostrarle che anche tra i giornalisti c’è chi sceglie di andare oltre la cronaca.

Il giorno 2 marzo 2026 il dr. Giovanni Fortunato, con altri sei tra dipendenti comunali e imprenditori napoletani, è stato rinviato a giudizio; e il giorno successivo mi è capitato di leggere su FB il pensiero della dott.ssa Grippo che mi piace pubblicare anche su questo giornale:

“”Oggi è stato disposto il rinvio a giudizio di Gianni. Sappiamo che il rinvio a giudizio non è una condanna. È l’inizio di un processo in cui le accuse dovranno essere dimostrate, nel rispetto del principio sacro dell’oltre ogni ragionevole dubbio. Ma questo non attenua il dolore che stiamo vivendo. Dal 26 luglio 2023 la nostra vita non è più la stessa. E dal 22 maggio 2025, con gli arresti domiciliari di Gianni, il tempo si è fermato dentro le nostre mura. Vivere accanto a un uomo che sappiamo essere innocente e vederlo privato della libertà è una ferita quotidiana. È qualcosa che consuma, che logora, che cambia il modo di respirare, di dormire, di guardare il futuro. Non è solo un procedimento giudiziario. È una prova devastante per una famiglia intera. Pasquale, Francesca e Francesco stanno affrontando tutto questo con una dignità e un dolore che ci spezzano il cuore. Nessun figlio dovrebbe vedere il proprio padre innocente privato della libertà. Nessun figlio dovrebbe imparare così presto cosa significhi attendere giustizia. Eravamo preparati a ogni eventualità, ma non si è mai davvero preparati fino in fondo a vivere una prova simile. Si può immaginare. Non si può comprendere davvero finché non la si attraversa. Continuiamo a confidare nella giustizia. Continuiamo a credere nel processo. Continuiamo a credere che la verità emergerà, perché la verità non ha bisogno di essere costruita: ha solo bisogno di tempo per essere ascoltata. Grazie a chi ci è rimasto accanto. Grazie a chi non ha voltato lo sguardo. Grazie a chi continua a credere con noi. Ci auguriamo che nessuno debba mai provare ciò che stiamo provando noi. È tutto devastante. È una prova che segna per sempre. Ma c’è una cosa che nessuna misura cautelare può togliere, nessun procedimento può spegnere, nessuna accusa può cancellare: la dignità di un uomo innocente e la forza di una famiglia che non smette di credere nella verità. E noi resteremo in piedi. Insieme. Fino a quando la verità non avrà voce””.

Sottoscrivo parola per parola lo scritto della Grippo e con il sincero augurio che presto arrivi la verità sull’innocenza di Giovanni Fortunato provvedo a ripubblicare quell’articolo del 2025 per rendere meglio la rappresentazione della dolorosa vicenda:

 

L’ALBERO di NATALE (25) – Fortunato lo sfortunato … e la macchinetta conta soldi !!

Aldo Bianchini

SALERNO (30.05.2025) – Sarà pur vero ma io non ci credo. Eppure certa stampa, molto di parte forse perché non  adeguatamente sponsorizzata, sta trasformando in pochi un semplice guascone in un diabolico malfattore in grado di utilizzare una macchinetta contasoldi per pesare, giorno dopo giorno, le mazzette messe in tasca. Parlo del sindaco di Santa Marina che con la sua Policastro Bussentino furoreggia nelle lunghe estati sapresi; Giovanni Fortunato è dalla mattina del 22 maggio 2025 agli arresti domiciliari con l’accusa di ver praticamente “concordato” con la Forever Dreamers una mazzetta complessiva di 200mila euro; cento per lui già presumibilmente incassate ed altre cento per l’altro indagato, il progettista Galardo -fonte Il Mattino del 25.05.25-. Per darvi un quadro più completo mi soffermo ancora sul quotidiano Il Mattino che nell’edizione del 25 maggio scorso, a firma della giornalista Antonietta Nicodemo “direttrice di 105Tv, nella cui redazione lavorava fino a qualche tempo fa la moglie del sindaco sfortunato dott.ssa Biagina Grippo” che utilizzando l’anonimato ha sfoderato due importanti notizie, alias due confessioni segrete, sulla vicenda giudiziaria che h a investito il sindaco:

  • IL SACERDOTE: Il modo distorto di esercizio del potere incute nella popolazione un generale senso di omertà e un costante timore di ripercussioni. La popolazione è impaurita dall’atteggiamento del sindaco;
  • UN’IMPRENDITRICE: Non ho denunciato alcune situazioni per timore di ripercussioni da parte del sindaco. Temevo la chiusura della mia attività come è accaduto a due titolati di altrettanti ristoranti, a seguito di provvedimenti del Comune.

Due personaggi, il sacerdote e l’imprenditrice, decisamente non dotati di coraggio, decisamente vili e quindi non credibili; come fan tutti davanti ai bar, scagliano la pietra ma nascondono le mani. Soprattutto il sacerdote anonimo fa specie per la sua, se vera, irreale dichiarazione che sa tanto di frustazione personale, non idonea per un uomo di Dio. La cronaca giudiziaria è materia abbastanza difficile; da tempo, sempre con umiltà, ho capito un fatto fondamentale e cioè che le inchieste giudiziarie a sfondo politico nella quasi totalità finiscono in una bolla di sapone; e questa di Santa Marina è sicuramente a sfondo politico dietro la quale si celano complotti indescrivibili e poco comprensibili per noi umili mortali. Ho inserito la “vicenda Fortunato” nella maxi inchiesta giornalistica che sto conducendo da tempo sotto la denominazione “L’Albero di Natale” sicuro, come non mai, che questa di Santa Marina potrà occupare un posto importante su quella ideale piramide apicale che, anche se lentamente, già si sta sfaldando sotto i colpi di agguerrite strategie difensive. Capisco che questa volta è scesa in campo la Procura della Repubblica di Lagonegro, molto meno inesperta ma più disincantata di quella di Salerno, ma il risultato sarà identico: un flop clamoroso. Seguo da oltre quarant’anni le vicende giudiziarie della provincia di Salerno e mai mi era capitato di imbattermi in una tangente complessiva di 200mila euro; considerando che in genere le tangenti si assestano tra il 3 e il 5% bisogna prendere atto che un qualsiasi imprenditore prima di scucire una simile tangente avrà ottenuto lavori per complessivi “quattro miliardi di denaro pubblico”, sufficienti per ricostruire l’intera fascia costiera da Salerno a Sapri. Poco credibile, quindi, l’elargizione di una simile tangente addirittura prima ancora dell’affidamento del benchè minimo lavoro. Questo tra le tante eccezioni che potrei muovere verso l’inchiesta e, soprattutto, nei confronti di chi oggi spara a zero sullo sfortunato Fortunato; sfortunato perché oggi, dopo alcuni anni di gestione del potere si ritrova in perfetta solitudine a dover combattere anche contro il cosiddetto “fuoco amico” a causa e per causa del suo difficile carattere gonfio più di boria che di minacciose ritorsioni. ’ opportuno, comunque, attendere i successivi eventi invitando tutti ad un maggiore controllo nell’attesa che la colpevolezza, semmai ci sarà, venga storicizzata da una sentenza passata in giudicato.

 

 

One thought on “L’ALBERO di NATALE (45): Giovanni Fortunato e la voce della famiglia

  1. Siamo sempre dalla parte della verità oltre i pregiudizi e le posizioni preconcette.

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