FAME DI DOLCI QUANDO SEI SOTTO PRESSIONE

da Dr. Alberto Di Muria

“Dottore, io lo so che sbaglio… ma quando sono stressata mangerei solo cioccolato.”
Me lo ha detto una signora qualche settimana fa. Lavora tutto il giorno, torna a casa tardi, due figli, mille responsabilità. La sera, quando finalmente si siede, apre il cassetto e cerca qualcosa di dolce. Non è fame vera. È bisogno di sollievo.

Molti pensano che sia solo questione di forza di volontà. In realtà, quando sei sotto pressione per giorni o settimane, il tuo corpo entra in modalità sopravvivenza. Il cortisolo resta alto, il cervello consuma più glucosio e chiede energia immediata. Lo zucchero è la risposta più veloce. È biochimica, non debolezza.

Il problema è quello che succede dopo. Il picco glicemico dà una sensazione di sollievo rapido, ma poi arriva il calo. Ti senti più stanco, più irritabile, più fragile. E il corpo chiede di nuovo zucchero. È un circolo che vedo spesso al banco: stress → dolce → calo → nuovo stress.

In questi casi non lavoro mai solo sul “togliere il dolce”. Lavoro sull’equilibrio. Stabilizzare la glicemia con pasti regolari, proteine adeguate e fibre. Sostenere il sistema nervoso con magnesio ben assorbibile, che si consuma molto sotto stress. Integrare vitamine del gruppo B quando l’energia mentale è bassa.

Dal punto di vista fitoterapico, in alcune persone la rodiola aiuta a modulare la risposta allo stress mentale; in altre l’ashwagandha sostiene meglio la resilienza fisica. Ma non sono intercambiabili: vanno scelte in base alla persona, al tipo di stress, al momento della vita.

Dietro la fame di dolci c’è spesso un sistema nervoso che sta chiedendo equilibrio. E quando lo capisci, cambia tutto.

Se ti riconosci in questa dinamica, vieni a parlarne in farmacia. Non per toglierti il piacere del cioccolato, ma per capire cosa il tuo corpo sta cercando di dirti.

 

 

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