Le ragioni del si, le ragioni del no. A Teggiano incontro dibattito sul referendum. Parla il preside Setaro

 

 

Da Angelo Andriuolo

 

TEGGIANO – Si terrà il prossimo 14 marzo 2026 alle ore 18.00 a Teggiano, nella sala “Sen. Antonio M. Innamorato” del complesso monumentale della SS. Pietà, un interessante dibattito in vista del  referendum popolare confermativo della legge costituzionale di riforma dell’ ordinamento giurisdizionale approvata dal Parlamento e pubblicata nella G. U. della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025.

Organizzato dall’ Ordine dei Giornalisti del Vallo di Diano in collaborazione con  la Biblioteca Comunale “N. Marmo” di San Rufo, vede la presenza,  come relatori, della dott.ssa Claudia D’Alitto, Sostituto presso il Tribunale di Salerno, del Prof. Avv.  Sergio Perongini –   Ordinario di Diritto Amministrativo  in UniSa –  dell’ Avv. Antonio De Paola, Patrocinante in Cassazione, e dell’ Avv. Franncesco di Paola, del foro di Lagonegro. Il dibattito, moderato da Rocco Colombo, Presidente AGV,  sarà introdotto da Vincenzo Andriuolo, Presidente della Associazione Culturale Mōre Dianense.

Ne abbiamo parlato con il Prof. Carmelo Setaro, membro del comitato scientifico dell’evento. << L’iniziativa di un pubblico dibattito  intorno all’appuntamento referendario con la presenza di professionisti di acclarata serietà disciplinare ed onestà intellettuale – puntualizza  subito il nostro interlocutore – tende, per un verso, a recuperare la partecipazione al voto una volta rito con sacralità laica, e, per l’altro, a fornire elementi di conoscenza, indispensabili per una scelta consapevole.>>

È quindi “la conoscenza per una scelta consapevole” l’obiettivo?  << Certamente! È il fine ultimo  che ogni istituzione culturale deve porsi. L’ AGV  e la Biblioteca Comunale “N. Marmo” di San Rufo hanno ritenuto doveroso promuovere questo incontro, considerato anche il silenzio dei partiti e di chi li rappresenta, perché siamo chiamati ad esprimerci sulla modifica di ben sette articoli di quel patto sociale che ci tiene insieme, che è la nostra Costituzione.>>

Per il prof. Setaro in discussione è proprio la tenuta dell’impianto costituzionale; precisa infatti: <<  Non credo che le modifiche costituzionali prodotte nel tempo abbiano portato un gran bene alla REPUBBLICA. Mi piace richiamare in proposito l’intervento di P. Calamandrei all’Assemblea Costituente del 4 marzo 1947 quando disse che “La Costituzione deve essere presbite, deve vedere lontano, non essere miope… Togliatti mi disse che noi preparatori della Costituzione dobbiamo fare  come quei che va di notte, che porta il lume dietro e a sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte. Dobbiamo illuminare la strada a quelli che verranno”. Quello stesso Calamandrei che agli studenti dell’università di Milano il 26 gennaio 1955 diceva: “Questa non è una carta morta, è un testamento di centomila morti”>>.

Al di là della strada  scelta, è fondamentale che tutti partecipino con consapevolezza piena  del punto di partenza e del punto di arrivo; ed a questa si perviene solo attraverso il dibattitto che è la linfa vitale  della democrazia. Prosegue, infatti, il nostro: << Custodi di questo lascito le istituzioni culturali hanno il dovere di promuovere occasioni di confronto, perché si maturi la consapevolezza della scelta. Per una Biblioteca, sedimento plurisecolare della storia umana, luogo di memoria del mondo, promuovere il dialogo, teso a favorire la conoscenza di cui si nutre la democrazia, è compito istituzionale.>>.

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