COMUNE: preferisco il Largo Campo, nel centro storico di Salerno, al campo largo

 

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

Scendeva in campo zio Silvio e se li metteva tutti in tasca. Ora la nuova retorica politica abbonda di motti e slogan scopiazzati  dai tempi  che i deluchiani ancora non capiscono, essendo essi una pletora di affezionati a chi sembra li abbia illusi e soddisfatti dopo almeno le buone premesse dei primi sette anni a palazzo Guerra nei e coi media, ma successivamente  fuori dalla viva realtà e dal suo evolversi.

 

Il Pd nel resto d’Italia ha aiutato tali fenomeni di assedio politico gonfiando una bolla di benessere ferma al modus vivendi degli anni novanta.

 

L’ illusione é poi svanita anche da palazzo Santa Lucia, ed ora spero svanisca pure dal rione salernitano rappresentato dalla piccola e tradizionale chiesetta degli antichi pescatori salernitani fino alla fontana del Vanvitelli.

 

L’arroganza antidemocratica e l’ignoranza verso ogni alternanza democratica voleva riportare un feudalesimo di matrice leghista, il cui zoccolo duro si salva ancora grazie al morbido federalismo proposto da Calderoli.

 

Gli stessi affabulatori che hanno occupato la politica italiana in questi venti anni hanno sospinto termini come “sovranismo”, “sostenibilità”, “priorità” e pochi altri ancora vocaboli copiati ed imparati improvvisamente dal corrispettivo primo compagno di classe dopo aver spento le candeline con ben cinquanta anni suonati in media; dei quali vocaboli fanno sfoggio vomitevole per parlare anche col salumiere di fiducia; senza dimenticare qualche parolina inglese imparata dalle canzonette pop ed applicate in modo ridicolo e disastroso alla giurisprudenza nazionale.

 

Per quanto riguarda il “campo largo” l’allusione grave sta nell’anticipo dell’avanzata del fascismo e del nazismo anteguerra, e dispiace come altri partiti che tradizionalmente combattono ogni dimostrazione antidemocratica contro soprusi ed arroganza tracotante, aderiscono a tali propagande e locuzioni che fanno effetto sulla maggioranza degli ignoranti.

 

Ancor più grave é assistere a partiti o sindacati e coalizioni di sinistra accodarsi a tali fraseologie neanche avessero un vocabolario bistrattato in qualche vecchio armadio d’ufficio, dimenticato lì per andare a scioperare oggi per una religione domani per qualche neo femminista senza argomenti.

 

Il termine “ecologia”, dimenticato dalle scuole primarie e secondarie, viene soventemente aggredito con un concetto ed una parola di “sostenibilità” che in molti invece non sembra abbiano capito che rimandi piuttosto al grado di tolleranza da parte dei nuovi aspiranti “sovranisti” ( gente o spesso pseudo professionisti improvvisati che con merito confuso hanno fatto il salto di classe sociale ed economica dalla quale hanno gran paura di doverne ben presto precipitare) verso l’intero resto della gente e dell’elettorato.

 

Invece della logica e della gerarchia naturale delle cose gli stessi hanno imparato ad esprimersi secondo ottuse “priorità” confondendo il prestito linguistico dal vocabolario ecclesiastico, che in Italia specie con il mediocre Francesco non ha fatto altro che avallare i neo perbenisti, falsi come la maschera che si sono costruiti; ma dopo Carnevale tali costumi non impressionano più, almeno a me.

 

 

 

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