Da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Come al solito nell’ipnosi generale tra canzonette di un festival improduttivo, superato e senza senso, coi litigi accaniti fra quelli della “botta in fronte del si” o “botta in fronte del no”, non abbiamo avvisato da nessuna parte in tv, radiogiornali e web almeno un bimbo o un ragazzino vestito da Arlecchino, Zorro, Pulcinella o qualche mostriciattolo scherzoso.
Non si sono viste a quanto pare nemmeno lasagne con le polpettine o coriandoli anche del tipo gastronomico ma come scherzo inavvertito uova pasquali e colombe al cioccolato prima ancora della festa del papà!
L’amnesia totale non ha risparmiato nessuno nemmeno il corollario che gravita attorno le tradizioni cattoliche se non ancora in qualche borgo o paesino dello Stivale.
Ricorderei prima a me stesso che simile funerale delle tradizioni italiane é dovuto in gran parte a tutta la classe politica di arrivisti televisivi che si sono fatti eleggere nei partiti cattocomunisti non per fare politica ma nell’ansia arrivista psico-telequiz; fatto di colombine e gianduiotti brighelloni che vendono la propria farsa col neo perbenismo nichilista.
Specie al sud dove l’unica industria pesante rimasta sarebbe quella turistica, lo sconforto a constatazione di tale grado di irresponsabilità risuona come un’assordante bomba ad ultrasuoni provocata da un’esplosione che ancora non desta chicchessia ancor di più in una Campania detonata da amministrazioni ed amministratori che dovrebbero ritirarsi a vita pensionata non solamente per incapacità comprovata ma per chiara pericolosità sociale laddove anche elettori inebetiti e da loro distratti a tal punto ne vogliano ancora provare l’esistenza istituzionale.