da Dr. Alberto Di Muria
L’esaurimento non arriva come un fulmine. Arriva piano. Prima è solo stanchezza la sera. Poi difficoltà di concentrazione. Poi irritabilità per cose che prima non ti toccavano.
Una signora un giorno in farmacia mi disse: “Non sono depressa, ma non sono più io.” Questa frase descrive bene l’esaurimento lento. Non è una malattia improvvisa, è un sovraccarico protratto.
Quando lo stress dura troppo, il sistema nervoso e quello endocrino lavorano senza pausa. Il cortisolo resta alto, il sonno perde profondità, le riserve si abbassano. Il magnesio si consuma, le vitamine del gruppo B si riducono, la resilienza cala.
In questa fase possiamo intervenire. Magnesio per il sistema nervoso. Vitamine B per l’energia cellulare. Adattogeni come eleuterococco o rodiola per sostenere la capacità di adattamento. Se il sonno è compromesso, fitoterapici distensivi serali possono migliorare la qualità del riposo.
Ma la parte più importante è riconoscerlo presto. Prima che diventi un crollo vero.
Se ti senti in questa descrizione, vieni a parlarne. In farmacia possiamo valutare insieme il livello di sovraccarico e scegliere un percorso mirato.