FICO / DE LUCA: dai successi alle profonde delusioni … corsi e ricorsi storici

 

Aldo Bianchini

SALERNO – “E’ bello – diceva un mio vecchio congiunto esperto di politica attiva – tagliare i nastri delle opere pubbliche avviate e quasi concluse dagli altri, è durissimo vedere gli altri tagliare i nastri delle cose create dopo anni e anni di lavoro assiduo e quotidiano”.

Mai riflessione mi è parsa più giusta ed appropriata; proprio in questi giorni in cui il neo presidente della Regione Campania on. dr. Roberto Fico si vanta con grande enfasi di aver raggiunto il traguardo dopo mesi e mesi di lavoro (è stato eletto a fine novembre e si è insediati verso la metà di dicembre 2025, alla faccia del lungo lavoro !!) con il taglio del nastro simbolico dell’uscita della nostra regione dal piano di rientro della sanità. Ed ebbro di successo già annuncia nuove assunzioni e un piano per le liste di attesa; vedremo !!

Bontà sua, ha iniziato con il botto del “fare alla De Luca” che per anni ha tagliato nastri non suoi pontificando ai quattro venti la sua opera lavorativa diuturna e profonda, e con pochissimo rispetto di tutti quelli che lo avevano preceduto nell’amministrazione della cosa pubblica salernitana.

Ora, almeno per quanto riguarda la Regione, l’asse sembra essersi rivoltato a tutto vantaggio del suo irritante avversario che ha iniziato con il botto della sanità, che tanto sta a cuore agli utenti ed agli operatori, omettendo di dire di aver trovato sul suo tavolo il pacchetto ben fatto e ben arrotolato dal suo predecessore che può soltanto prendere – pesare e portare a casa.

La storia si ripete, anzi è sempre la stessa; chi comanda ha il pallino in mano e il resto non conta assolutamente niente.

Naturalmente profonda è stata la delusione dell’ex governatore che, per la prima volta nel corso della sua lunga vita politica, si trova nella posizione di chi ha fatto e non può tagliare il nastro.

Un vero peccato, diciamola tutta, che conferma sempre più l’andazzo vergognoso di una politica abbarbicata soltanto al taglio dei nastri e irriconoscente verso chi quel nastro lo ha infiocchettato e preparato per l’uso.

E la delusione per De Luca, a buon vedere, è stata ancora più grande perché l’avversario non lo ha citato neppure con una parola nel suo pur lungo comunicato e si è fatto padrone di tutta l’opera (importante e sacrosanta) per tagliare un’opera ritenuta quasi impossibile.

E’ la legge del più forte, De Luca pur avendo ragione deve farsene una ragione, senza protestare più di tanto (così come in effetti ha fatto), e ritornare a donarsi alla “sua città” che lo aspetta con ansia per mettere nelle sue sapienti mani non solo il Comune ma anche la Provincia per continuare ad esercitare un potere immenso, questa volta forte anche dell’assessorato al bilancio regionale affidato alle mani del fedelissimo (almeno così si dice !!) avv. Corrado Matera.

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