Da Rocco Cimino (poeta – scrittore)
TEGGIANO – Nella messa crismale celebrata dal nostro vescovo padre Antonio De Luca nella cattedrale di Teggiano,Sua Eccellenza ha tenuto una toccante e profonda omelia,ricca di spunti su cui riflettere e da cui trarre insegnamento non soltanto dal punto di vista religioso ma anche umano e culturale.Mi hanno colpito soprattutto le riflessioni che ci ha proposto sul significato della parola: Eccomi che il sacerdote pronuncia nel momento della sua ordinazione. È un termine che sottintende una totale disponibilità e un’ assunzione di grande responsabilità.Vuol significare la volontà di mettersi al completo servizio di Dio e della Chiesa,simile al Fiat voluntas tua della Madonna (Eccomi, sono la serva del Signore). È l’ atto con cui il sacerdote conferma la sua convinta volontà di ricevere l’Ordine sacro. Offerta totale di se stesso con cui il presbitero dedica la propria vita al servizio della chiesa, della comunità dei fedeli e della società.Sua Eccellenza ha fatto uno straordinario excursus del termine Eccomi, partendo da Abramo citando alcuni nomi illustri di cui parla la Bibbia per rimarcare il valore e il significato profondo del termine: Eccomi. Eccomi è la risposta più efficace e più cristiana all’ egoismo sfrenato, è il rimedio più autentico contro il peccato, è la terapia per rimanere sempre giovani e mantenere l’anima innocente come quella di un bambino, è credere che Dio vale più del mio io,in questa realtà intrisa di egoismo sfrenato. Eccomi,ha detto Sua Eccellenza rischia di usurarsi con il passare del tempo, oggi corre il rischio della maschera, dell’ inganno,della schizofrenia spirituale e altri spunti su cui riflettere che se,i sacerdoti presenti e noi fedeli, abbiamo ascoltato con attenzione e con animo sgombro da pregiudizio possono costituire momenti di vera crescita umana e spirituale.Nella nostra comunità il sacerdote dovrebbe essere un punto di riferimento,un modello da seguire,imitare specialmente da parte dei giovani che vivono in un mondo privo di valori.Egli dovrebbe possedere qualità umane,culturali, spirituali non comuni da cui trarre insegnamento.Nel momento in cui pronuncia quell’Eccomi è necessaria la consapevolezza che assume l’ impegno della cura delle anime dei suoi fedeli,di dare conforto agli ammalati,agli emarginati,ai bisognosi,agli anziani soli,ai giovani deviati.E ancora di essere vero testimone della parola del Vangelo e di non curare soltanto l’aspetto fisico, l’ abbigliamento,la macchina lussuosa o di celebrare le funzioni religiose con superficialità, frettolosità e sciatteria.Grazie, Eccellenza per le sue omelie che ci aiutano a crescere e ci pongono degli interrogativi sui cui riflettere e spero vivamente che le sue accorate prediche producano frutti benefici nei cuori dei presbiteri presenti e in noi credenti.Il Signore La benedica e protegga.