Da Antonio Cortese (docente – giornalista)
… e degli abusi. Le tecniche di mantenimento dello status quo si sono evolute e specializzate più o meno dopo il 2010 partendo da pochi vocaboli di grammatica recuperata dai più scaltri.
Per galleggiare in molte professioni raggiunte a disparità di fortuna, specie in Italia si adopera come additivo alle formule del linguaggio radiotelevisivo in particolare pochi ingredienti ingenui all’apparenza quanto micidiali.
Così ci si ritrova con persone dotate dello scudo della “sostenibilità”, un’arma pesante che però la si fa portare alle persone da coinvolgere; lo scudo della “trasparenza”, che è invisibile, ma come nei fumetti e nei cartoons per bimbi lo si usa meglio di Mandrake ed Arsenico Lupin sulla gente, essendo sovente ed inoltre tutt’altro che un metodo di chiarezza concettuale ma appiccicaticcio e sozzura dalla parte del fornitore; poi ancora lo scudo della “privacy”, uno scudo specchiato dotato di confessionale etico; oppure lo scudo della “priorità” per declassare e umiliare l’utente interpellato. Infine alcuni scudi di taglio minore come quelli della correttezza e dell’onestà auto affibbiata ; per concludere col tipo “anti- “ – combustione o commestibilità, socialità o delinquenza che siano.
Si tratta di tecniche per far esitare la concorrenza o la rivalsa di chi era in corsa senza capire i motivi del superamento allontanato, nel business come nella vita di tutti i giorni. Quindi nella maggior parte dei casi non si tratta di soluzioni fornite ma aggravi alla situazione in essere.
Essendo taluni riusciti a scopiazzare una nuova grammatica improvvisata, pochi vocaboli destano numerosi dubbi per la frequenza e continua ripetizione anche facendo una elementare operazione di linguistica computazionale.
Ad esempio l’abuso, il cui termine stesso registra elevati risultati ad un udito normalmente veglio, di vocaboli come “abusivismo” appunto migra dal settore edile a quello legale per compiere altrettanti giri semantici dalla teoria parlata all’ ingerenza pratica.
Parole allarmanti e terroristiche sulla psicologia dei consumatori o dell’utenza pubblica nel vile tentativo di arrogarsi dei diritti acquisiti ma non perenni, sia chiaro. Ma il diritto é qualcosa da esercitare e difendere quotidianamente non un battesimo che scioglie dai peccati.
Ad ancorare ognuno ad un nuovo parlato anche fluido e sciolto ci si mettono poi i neologismi anglosassoni poiché novantanove su cento gli italiani imparano l’inglese con cinque o sei vocaboli all’anno per ripeterli cocciutamente ad ogni ambito discorsivo . Ma neanche per sfoggio di erudizione piuttosto per moda o trend relazionale. Understand?