Aldo Bianchini
SALERNO – Se ragioniamo con una certa autonomia e indipendenza sarà facile scoprire che chiunque, oggi, parla del cosiddetto “campo largo”, da schierare contro la strapotenza quasi militaresca di Vincenzo De Luca per le imminenti consultazioni elettorali del 24 e 25 maggio 2026, non conosce la vera storia del campo largo che non ha inventato l’attuale centro sinistra nazionale ma è stato partorito, come tante altre cose, proprio nella nostra città.
Nel 2006, difatti, prese piede e si consolidò intorno alla figura del sen. Alfonso Andria con la raccolta di tutti i cespugli antideluchiani; fu l’ufficiale anteprima dell’attuale campo largo e finì nella peggiore maniera possibile. De Luca con solo due liste stravinse con il 42,26% (39.066 voti) contro un resistente Andria con il 37,09% (34.287 voti con otto liste) e su un sacrificato Marotta con il 18,92% (quattro liste e 17.489 voti).
Nel 2021, invece, il cosiddetto campo largo naufragò letteralmente e Vincenzo Napoli stravinse con il 57,20% (39.323 voti) contro l’outsider Elisabetta Barone con il 16,76% (11.479 voti) e il designato perdente Michele Sarno con il 16.02% (10.972 voti). Di quelle elezioni va ricordata la frana di Oreste Agosto con l’ 1,91% (1.311 voti) che godeva del roboante appoggio dei Figli delle Chiancarelle con l’annuncio di chiudere l’associazione nel caso in cui il suo candidato sindaco non fosse stato eletto; e la storia ci dice che non entrò neppure in consiglio comunale.
Anno 2026 – E adesso c’è ancora qualcuno che si permette di avanzare di nuovo l’ipotesi di un campo largo per combattere e battere Vincenzo De Luca, facendo finta di dimenticare che sia nel 2006 che nel 2021 i veri nemici di Andria e della Barone si annidavano proprio all’ombra di quei numerosi cespugli che avevano soltanto l’intento di sparare fuoco amico contro il loro stesso candidato.
Più di un mese fa c’è stata anche la prima riunione che ha visto al tavolo i nomi di sempre: la coordinatrice provinciale per il Movimento 5 Stelle Virginia Villani; Gianfranco Valiante per Casa Riformista; Corrado Naddeo per Azione-Oltre; Titti Santulli per Sinistra Italiana; Elisabetta Barone per Semplice Salerno; Enrico Indelli per Noi di Centro e Gianluca De Martino per Salerno in Comune.
A dir poco clamoroso il revisionismo di Gianfranco Valiante che dopo alcuni decenni di fedeltà al gran capo si ripresenta al Comune sotto nuove spoglie che, anche agli occhi dei meno esperti, appaiono poco convincenti.
Da quel momento, tranne il tentativo di trascinare nell’insano esperimento l’on. Federico Conte tutto sembra tacere o almeno il tutto (quasi niente !!) si nasconde sotto la cenere, anzi le ceneri, del famigerato campo largo.
E ritorna in campo anche il sen. Andria per sponsorizzare l’ing. Armando Zambrano (già presidente nazionale dell’ordine degli ingegneri) che, dopo l’infausta esperienza di qualche anno fa, ritorna all’attacco con l’intento non di battere De Luca ma con la concreta speranza di costruire un fortino antideluchiano all’interno della futura amministrazione comunale nella quale i posti sono già stati tutti assegnati. E questa volta lo fa con l’appoggio eterogeno di Azione-Oltre (con il deputato Antonio D’Alessio), Casa Riformista-Italia Viva, Noi di Centro, Popolari e Moderati, Base Popolare, Partito Liberaldemocratico, Ali per la Città, e anche Forza Italia (mascherata dalla denominazione Forza Salerno).
Nei prossimi articoli cercherò di capire e di spiegare quale potenzialità elettorale antideluchiana portano in dote i singoli partiti e/o raggruppamenti davvero tanto eterogenei.