P.S.I.: alea iacta est – fuori Avella, dentro Cammarota e … Amatruda ?

 

Aldo Bianchini

SALERNO – La decisione è arrivata qualche settimana fa, irrevocabile e ferma, sicuramente inaccettabile da parte dei socialisti per l’uscita di Rino Avella ed altrettanto sicuramente accettabilissima per la new entry Antonio Cammarota (avvocato penalista molto quotato in città). Da vecchio socialista l’entrata di Antonio non può che farmi piacere (e lo spiegherò più avanti) ma allo stesso tempo mi intristisce l’uscita dello storico socialista Rino; guarda caso entrambi figli d’arte con i rispettivi ascendenti di grande spessore socialista e diretti protagonisti di quel famoso 33% salernitano mai più ripetuto.

Dunque, prima di andare avanti, è giusto precisare che, almeno secondo il mio pensiero, un leader politico (nella fattispecie Enzo Maraio) deve sempre riuscire ad aggregare senza mai escludere per far entrare; quando questo accade, come nel caso di Antonio e Rino, il leader ha fallito.

E non è la prima volta che il segretario nazionale Maraio fallisce le operazioni di aggregazione che sempre si cono concluse con l’esclusione di un altro; è questa non è la migliore strategia politica possibile e denota la mancanza di capacità e/o di volontà di ricostruire per davvero il compianto partito del garofano salernitano.

ANTONIO CAMMAROTA – E’ avvocato come lo era il padre Vincenzo, è politico come lo era papà Vincenzo, ha la sua stessa voce e la stessa stazza-presenza fisica, deciso nell’esternare i suoi convincimenti, convinto di dover fare politica nell’ottica del taglio di famiglia che per poco non portò il compianto Vincenzo sulla sedia di sindaco. Fu l’ottusità dei socialisti-amici a non consentirgli quella scalata che in quel momento storico avrebbe, probabilmente, evitato il disastro clamoroso che ci fu con l’avvento di tangentopoli. Ricordo Antonio da giovanissimo che seguiva il papà nella sede di TV OGGI (io ero il direttore) per le tante trasmissioni di politica che facevo con lui; e Antonio era sempre lì in panchina per ascoltare ed apprendere e per mutuare finanche la gestualità televisiva del padre. Quello stesso fuoco amico lo ha tenuto lontano per lungo tempo dal PSI costringendolo a creare una sua specifica lista civica con l’associazione “La nostra libertà” per candidature autonome sia come consigliere che come sindaco; un’associazione che vanta un motto speciale: “La libertà non si riceve, si conquista ogni giorno” (se molti magistrati ragionassero così avremmo risolto anche i problemi della giustizia). Con questi principi fondamentali Antonio ritorna, finalmente, in un PSI che questi stessi principi non è che li digerisca facilmente; ma il tempo ci dirà la verità. Ed arriva portando con se, non soltanto un interessantissimo bacino personale di voti ma anche idee precise ed innovative, come quella di <<Salerno Capitale italiana del Mare, un’occasione imperdibile per l’economia e lo sviluppo della nostra città … fondante ed essenziale per la città di Salerno … L’economia, diretta e indiretta, di questa città parte dal mare per … razionalizzare la funzione degli approdi cittadini; accelerare sul ripascimento; disciplinare le modalità attuative ed operative delle attività economiche della costa attraverso servizi migliori, opportunità di sviluppo e lavoro per tutti …  un radicale cambio d’immagine per una città che deve diventare una Riviera in grado di produrre economia, dal Crescent alla zona orientale >> (fonte Il Mattino). E già si muove in maniera autonoma, indipendente ma disciplinata nelle linee del partito trascinando i suoi esponenti e non facendosi trainare. A questo punto il PSI dovrebbe fare tesoro di queste peculiarità di Antonio Cammarota e di utilizzarle per rilanciare un partito nuovo e decisamente aggregante, visto che anche dalla provincia cominciano ad arrivare lamenti poco edificanti (leggasi lettera di Marrone dal Vallo di Diano). Sarà così ? Vedremo.

 

 

 

 

RINO AVELLA  – Per Rino, messo nelle condizioni di lasciare il PSI che non ascolta e no n dialoga,  mi riservo un commento a parte nell’ambito della sua nuova candidatura civica con “Terra Socialista” insieme a Giusy Parlavecchia e con candidato sindaco l’avv. Franco Massimo La Nocita di AVS (Alleanza Verdi Socialista).

 

 

 

 

 

GAETANO AMATRUDA – Più complessa la presunta e/o apparente entrata di Gaetano nel PSI, dopo anni di permanenza in Forza Italia o al seguito di Stefano Caldoro capace di perdere un’elezione che aveva già vinto.  Gaetano, diversamente da Antonio Cammarota, è servito (parola un po’ forte !!) a consacrare l’alleanza subalterna DE LUCA – PSI che porterà tutto il partito alla genuflessione irreversibile nei confronti di chi quel partito ha contribuito a distruggerlo. E quale migliore occasione per presentare il libro di Amatruda “Quando Salerno era socialista”; un libro che ha praticamente offerto su un piatto d’argento la possibilità al kaimano di continuare, senza contraddittorio, a mentire su quanto accaduto nel 92-93 e, soprattutto, sul perché e da chi Vincenzo Giordano fu lasciato solo nelle robuste mani del PM Michelangelo Russo. Se di gioco si tratta, come sussurrano tanti socialisti (innocenti !!), la domanda che da giorni mi assilla è “Perché Gaetano, che conosco benissimo, si è prestato a questo gioco lanciandosi a capofitto al seguito di Maraio ?”; nel merito sto preparando un lungo ed esplicativo approfondimento.

 

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