Aldo Bianchini
SALERNO – <<Non ci siamo mai lasciati abbiamo perso solo un poco di tempo ma non siamo andati in angoscia … Uniti nell’obbligo morale verso Vincenzo Giordano, un militante e un uomo libero che ha avuto una sua visione di città … Se qualcuno pensa di rompermi le scatole io sciolgo tutto. Chi viene in Consiglio comunale lo fa per dare una mano … devo ringraziare i salernitani, lamentosi ma quando ho chiesto un aiuto li ho trovati sempre in maniera massiccia, la mia eterna gratitudine a Salerno …>>
Queste une delle principali apodittiche affermazioni fatte, dall’aspirante sindaco Vincenzo De Luca al termine del tour di giovedì sera 9.4.26 nella sua terra della Ciampa di Cavallo, con una naturalezza disarmante come se la storia vera fosse stata cancellata con un colpo di spugna e con il consenso degli eredi di quei socialisti massacrati con il tintinnio delle manette; e le ha pronunciate in risposta alle aberranti dichiarazione fatte qualche ora prima dal segretario nazionale del PSI Vincenzo Maraio che rivolgendosi al potentissimo partito deluchiano: <<… E’ il nostro alveo naturale … Avevamo un po’ perso gli standard alti a cui ci ha abituati ma sulla sua candidatura non ho mai avuto dubbi, per rapporti personali e per il percorso fatto assieme. Stiamo dove siamo stati negli ultimi decenni, il nostro alveo naturale … >>
Probabilmente ho una visione esagerata dei rapporti storici tra PSI e PCI, forse faccio parte di una generazione di socialisti molto vecchi, sicuramente non capisco niente della politica attuale ma in tutta sincerità che un segretario nazionale del PSI possa dire certe cose e possa consentire al massacratore storico dei PSI di arrivare a dire “Uniti per Giordano” (assoluta bestemmia !!) mi fa rivoltare lo stomaco per i seguenti motivi:
- Il PSI e il PCI, pur appartenendo entrambi alla sinistra, se le sono suonate sempre di santa ragione fin dai tempi di Craxi e Berlinguer (per non andare più indietro);
- Dopo la caduta del muro di Berlino il PCI italiani fece di tutto per distruggere il PSI con la palese alleanza di una certa parte della magistratura, alleanza sfociata nella tangentopoli sul tutto il territorio nazionale;
- A Salerno il PCI, allora con segretario provinciale Vincenzo De Luca con la palese alleanza di alcuni magistrati (ammissione scritta dell’ex PM Michelangelo Russo che dopo le elezioni del 2021 ha svelato che in Procura il personaggio De Luca era ritenuto l’unico in grado di azzerare il malaffare di Salerno e provincia), fece di tutto per sbranare il PSI del 33%;
- Che nella “giornata particolare” del 22 maggio 1993 fu proprio un pezzo della Procura salernitana a consentire l’elezione a sindaco di De Luca rimanendo immobile di fronte alle inquietanti rivelazioni del compianto imprenditore Vincenzo Ritonnaro che denunciò gli intrecci tra la segreteria provinciale del PCI e le famigerate COOP ROSSE;
- Che lo stesso De Luca, forte di quella presunta alleanza con la Procura, mise nelle condizioni i due potenti dell’epoca (Del mese e Conte) di doversi arrendere al suo cospetto condizionandone il loro futuro politico e umano;
- Che Giordano non fu aiutato da nessuno, anzi il suo destino fu giocato su un tavolo di tressette dai tre politici innanzi citati;
- Che sempre De Luca si prese la briga di recarsi a casa di Giordano per avvertirlo che di lì a qualche ora lo avrebbero arrestato.
Ed ora arriva il segretario nazionale del nuovo PSI ad affermare che il “nido delle aquile” di De Luca è l’alveo naturale dei socialisti salernitani; per quanto mi riguarda sarà pure il “suo” alveo, sicuramente non è il mio e di tanti socialisti convinti del profumo dei garofani.
Al di là del fatto che “non ci siamo mai incontrati” e quindi non è stato possibile lasciarsi mai, capisco benissimo che all’epoca dei fatti narrati l’avv. Vincenzo Maraio era poco più di un giovanotto che guardava i miei speciali televisivi in difesa dello stato di diritto di tutti gli inquisiti dell’epoca (soprattutto socialisti) ma non mi rendo conto perché Gaetano Amatruda non lo illumini, prima di fargli dire cavolate, sui fatti storici che conosce benissimo e che tante volte ce li siamo raccontati anche in presenza del prof. Giordano nel corso delle consuete cene del giovedì (Red Lions a Torrione) con il prof. Franco Amatucci e, qualche volta, anche Tommaso D’Angelo.
Auguro al “mio segretario nazionale” di rinfrescarsi la memoria leggendo il mio ultimo libro “La tangentopoli salernitana – 1992/1994” pubblicato a dicembre dello scorso anno.