Criticità ambientali e acustiche nell’area residenziale adiacente alla Cartiera di Via dei Carrari

da Cesare Guarini
Portavoce Salerno Migliore
Negli ultimi mesi numerosi cittadini residenti nell’area limitrofa alla cartiera di proprietà di un
gruppo industriale spagnolo hanno segnalato odori intensi di liquami putrefatti e rumori oltre
le soglie di legge, denunciando un peggioramento significativo della qualità della vita. A
seguito delle proteste, è intervenuta l’ARPAC e il settore preposto del Comune, ma ad oggi
i dati ufficiali delle rilevazioni non sono stati resi pubblici.
I residenti hanno segnalato emissioni odorigene persistenti, spesso descritte come “odore
di liquami in putrefazione”, e rumori continui provenienti dagli impianti e dalla logistica della
cartiera. In diversi casi, tecnici incaricati dai cittadini hanno effettuato rilievi acustici
strumentali che mostrerebbero superamenti significativi dei limiti previsti dalla normativa per
le aree residenziali.
A rendere il quadro ancora più critico, proprio accanto alla fabbrica è in costruzione un nuovo
fabbricato per civile abitazione, che andrà ad aumentare ulteriormente il numero di famiglie
esposte alle emissioni odorigene e ai rumori industriali. Una scelta urbanistica che desta
forte preoccupazione nella comunità.
L’ARPAC ha effettuato sopralluoghi e campionamenti, ma non ha ancora fornito i risultati
ufficiali. Questo ritardo alimenta incertezza e sfiducia. I cittadini chiedono trasparenza:
conoscere i dati è fondamentale per capire se l’impianto rispetta le prescrizioni ambientali e
acustiche. L’ARPAC può intervenire solo sulla base di misurazioni ufficiali effettuate
direttamente dall’Agenzia. I rilievi privati, pur utili, non hanno valore sanzionatorio. Inoltre,
l’assenza di una normativa nazionale specifica sulle emissioni odorigene rende più
complesso dimostrare una violazione. Finché l’ente non certifica formalmente un
superamento dei limiti, non può imporre prescrizioni o sanzioni.
La situazione è resa complessa da diversi fattori:
• Conflitto urbanistico: la cartiera è un impianto storico, mentre l’area dove è situata e quella
circostante è oggi residenziale. L’attività è formalmente autorizzata, ma l’impatto non è più
compatibile con il contesto urbano.
• Competenze frammentate: ARPAC misura, il Comune controlla il rumore e può emettere
ordinanze, la Regione rilascia le autorizzazioni ambientali, l’ASL valuta l’impatto sanitario.
Senza coordinamento, gli interventi si bloccano.
• Timore di contenziosi: imporre limiti o sospensioni a un impianto industriale attivo può
generare ricorsi e richieste di risarcimento.
• Mancanza di dati pubblici: senza risultati ufficiali, i cittadini non possono attivare procedure
formali di tutela.
I cittadini chiedono 3 cose molto semplici:
1. Trasparenza: pubblicazione immediata dei dati ARPAC.
2. Controlli continui e indipendenti, soprattutto nelle ore in cui odori e rumori risultano più
intensi.
3. Interventi concreti: misure di mitigazione, adeguamenti tecnologici e un tavolo
permanente tra istituzioni, azienda e comunità.
Ricordiamo che le emissioni odorigene e i rumori continui non rappresentano solo un
disagio, ma possono costituire un rischio per la salute dei cittadini, soprattutto per bambini,
anziani e persone fragili. L’ASL è chiamata a valutare con urgenza l’impatto sanitario
complessivo, considerando anche l’aumento della popolazione residente dovuto al nuovo
edificio in costruzione.
I residenti non contestano l’attività industriale in sé, ma chiedono che venga garantito un
equilibrio tra diritto alla produzione e diritto alla vivibilità, soprattutto in un’area ormai
densamente abitata e in ulteriore espansione residenziale.
Salerno Migliore resta a disposizione delle istituzioni, dell’azienda e dei media per favorire
un confronto costruttivo e trasparente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *