VINCENZO GIORDANO: il ricordo di Antonio Marrone e … il silenzio delle istituzioni

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Salerno, capoluogo di provincia, è la città dei non ricordi, almeno così si dice; ed io, sinceramente, in questa favola metropolitana ci credo abbastanza.

Ieri, 13 aprile 2026, è caduto il 17° anniversario della morte di quel lontano dell’indimenticato e indimenticabile prof. Vincenzo Giordano, sindaco di Salerno dal 1987 al 1993 (l’anno orribile della tangentopoli salernitana; per uno stranissimo (ma tanto !!) caso del destino quel lontano 13 aprile 2009 cadeva proprio di lunedì come quest’anno che ha segnato con un numero orrendo (17) il ricordo indelebile di quel mattino quando intorno alle ore 9.30 il suo allievo prediletto, Gaetano Amatruda, diede l’annuncio ufficiale ad una città attonita e sconcertata per il fatto di non aver riflettuto seriamente e serenamente sulle ingiuste vicende giudiziarie che lo avevano travolto.

Nessuno, ieri, si è ricordato di lui; nessun ricordo nell’anniversario della sua morte; neppure il candidato sindaco Vincenzo De Luca ha ricordato il sindaco della gente, eppure qualche giorno fa in piena campagna elettorale aveva dichiarato di essergli stato molto vicino nei giorni del suo arresto e di averlo aiutato con tutti i suoi mezzi, contrariamente a quanto avevano fatto i suoi tanti falsi amici.

Ho sentito Gaetano Amatruda che si è detto molto dispiaciuto dello sconveniente episodio e si è dimostrato rammaricato per non aver potuto egli stesso organizzare qualcosa in quanto da qualche giorno lontano da Salerno, nell’Italia del nord, per motivi di lavoro.

 

 

Dei vecchi grandi socialisti soltanto uno ha avvertito la necessità di rappresentare la sua tristezza nel ricordo di Giordano e mi ha scritto le seguenti poche righe vergate con il cuore e con il profumo dei garofani; parlo di Antonio Marrone, componente del Consiglio Nazionale del Partito Socialista:

  • Da Mariconda, dove abitava, raggiungeva in autobus Palazzo di Città. Senza auto blu. Senza scorta. Spesso aspettando, la “coincidenza” confuso tra la folla dei pendolari di piazza Vittorio Veneto, alla stazione. Era il “sindaco della gente“. Socialista tutto d’un pezzo. Per la fisiognomica – il viso affilato e spigoloso, la fronte alta – e il fisico dinoccolato ricordava un grande leader della sinistra interna del partito, Riccardo Lombardi. Fu sindacalista (della Uil), dirigente socialdemocratico, poi segretario provinciale del Psi salernitano negli anni della massima espansione elettorale dei socialisti. E dal 1987 al 1993 primo cittadino della Salerno “laica e di sinistra” che aveva significato l’archiviazione della quarantennale ipoteca posta fin dall’immediato dopoguerra dalla Dc e dal blocco moderato sull’amministrazione della seconda città della Campania. Solo una congiura di palazzo e un’assurda ordalia giustizialista, dalla quale uscì peraltro pulitissimo, ne decretò la caduta. Da quel momento Salerno non sarebbe stata più la stessa.  Oggi, 17 anni fa, ci lasciava Vincenzo Giordano, il sindaco galantuomo. I compagni di Terra Socialista lo ricordano con affetto, devozione e stima, e anche in suo nome combatteranno la prossima battaglia per le amministrative di maggio.

Onore e merito al vero socialista Antonio Marrone, con una domanda: “Ma il segretario nazionale del PSI Vincenzo Maraio e tutti quelli che gli stanno intorno nel famoso cerchio magico dove erano ieri ?”.

 

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