Diffidare dalle rielezioni. Doppio bluf

 

 

Da Antonio Cortese (docente – giornalista)

 

SALERNO – Confermare la fiducia anche a personaggi più o meno noti può rivelarsi da idioti, imbecilli o corrotti. Non sempre si capisca, ma nel caso salernitano a prescindere dalla pubblicizzata o presunta onestà politica, o anche da quella  vantata da ciascun candidato, dato il commissariamento risulterebbe farsa compiaciuta confermare anche i consiglieri di ieri.

 

Ricandidarsi a seguito di un malfunzionamento in un ingranaggio di giunte che hanno dimostrato più attaccamento ad un posto che un lavoro per la cittadinanza non sembrerebbe infatti scelta sveglia da parte degli elettori o dagli zoccoli duri degli afecionados, specie se si sia capito che il deluchismo non é che non sia buono ma ha concluso il proprio ciclo, prodotto scaduto.

 

Il modus operativo della politica e i contesti, i mezzi e le tecnologie non permettono più alle candidature già commissariate di lavorare efficacemente, pertanto votare le “nuove proposte” è l’unica soluzione per non andare a sbattere in muri con la marcia indietro innescata.

 

Ora che un partito vale l’altro, nonostante i candidati pirata o quelli mascherati oltre ai retro-resilienti con nostalgie di vari colori partitici, riconfermare disperatamente coloro che dovrebbero con la stessa onestà con cui si presentano, ammettere di aver sbagliato, di aver gestito in rosso maldestro le economie dei propri cittadini, votare per chi si presenta con almeno le sembianze di chi sia svegliato dal lungo sonno pareggerebbe la coscienza ed il rapporto candidato-elettore sapendo che entrambi lavorino allo stesso modo nell’affrontare le dinamiche quotidiane.

 

Anche i consiglieri della scorsa “stagione”  non credo che possano redimersi adeguando i programmi ai tempi né possano fare nuovamente le giunte come se fossero dei ripetenti bocciati a scuola. Il municipio non é un istituto di pedagogia obbligatoria e le commissioni per democrazia cambiano di volta in volta compresi preside, vicepreside e professori.

 

A Napoli si esclamerebbe “con quale faccia d’o scuorno !? ” qualora si ripresenta un tale in un contesto da dove sia allontanato; l’esempio non é generale ma la cittadinanza dovrebbe essere matura per situazioni non di ritorni di fiamma amorosi o ritorni in organici di club sportivi o semplici comitive, ma della gestione del patrimonio sociale.

 

Questura e tribunale hanno tenuto sui ferri vari ex componenti la giunta in questi anni ma anche se scagionati portare avanti la prassi del “ricandeggio” anche attraverso questa vile prassi italiana non vuol dire inoltre protrarre lo squallido tipo di democrazia per assistere in vano alle trasmissioni dei telegiornalisti travaglini e dei togati video di pietrini e colombini senza alla fine averne capito l’inceppo matrice.

 

I rimpasti non servono all’amministrazione ma ai produttori televisivi e dopo quaranta anni di tele zio Silvio l’elettore dovrebbe finalmente capire l’incantesimo orribile.

 

 

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