Aldo Bianchini
SALERNO – Probabilmente, anzi quasi sicuramente, passerà alla storia come “l’editto elettorale dell’Holiday Inn”; non un patto ma editto quello siglato alle luci dell’alba del 19 aprile 2026 nel salone delle feste del resort situato all’uscita dell’autostrada A/2 di Cava de’ Tirreni tra i due politici leader del centro destra “Fulvio Martusciello e Edmondo Cirielli” che proprio, e da tempo, non si sopportano l’un l’altro. Un incontro improvvisamente annunciato il giorno prima (18.04.26) con un semplice e cortissimo comunicato stampa firmato dall’on. Edmondo Cirielli (vice ministro degli esteri e coordinatore della Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia) e diffuso alla stampa sempre il 18 aprile 2026 alle ore 13.17:
- “D’intesa con il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, incontrerò domani il collega Fulvio Martusciello per provare a riallacciare il filo dei rapporti tra FI e FdI che, in alcuni Comuni, si è sfilacciato. L’incontro, qualora si trovasse un’intesa, servirà anche a gettare le basi per una discussione sul sindaco e sulle municipalità della città di Napoli, nonché su Caserta e Benevento. Ovviamente, la competenza finale spetterà al tavolo dei coordinatori regionali della coalizione“.
Se leggo bene e interpreto altrettanto bene l’italiano non posso non pensare al fatto che la discussione politico-elettorale che sarebbe potuta esserci tra Cirielli e Martusciello non doveva riguardare minimamente la città di Salerno; e invece ecco la sorpresa con le elezioni nel capoluogo di provincia che salgono improvvisamente al primo posto dei punti all’ordine del giorno dell’incontro tra i due leader; sullo sfondo riappare Avellino e seguono la Regione, Napoli, Benevento e Caserta. Ma si sa che in politica contano solo le decisioni immediate, quelle a data da destinarsi lasciano il tempo che trovano.
E l’immediatezza, come d’incanto, consiste nel fatto che il cdx di Salerno ritorna imprevedibilmente unito per rilanciare, si fa per dire !!, la guerra contro Vincenzo De Luca; si sciolgono, però, come neve al sole le aspirazioni dell’ing. Armando Zambrano e dei suoi principali sponsor a cominciare dal sen. Alfonso Andria e dall’on. Guido Milanese (più che mai molto delusi ed attoniti, quasi come bambini della prima comunione con il giglio in mano), seguiti da tutti gli altri piccoli leader degli altri partiti che avevano sperato, con la coalizione Zambrano, di poter usufruire dei voti di Forza Italia (mascherata come Forza Salerno) per guadagnare qualche seggio.
E ci risiamo, purtroppo, con un centro-destra che non fa altro che favorire le ormai consolidate aspirazioni verso il quinto mandato dell’eterno sindaco della città; certo, questa volta non c’è la sottoscrizione di un patto segreto direttamente con De Luca (come nelle altre tre precedenti occasioni) ma il solo fatto di aver raggiunto l’accordo ad appena cinque giorni dalla presentazione delle liste dei candidati (sabato 25 aprile 26, ore 12.00) ha determinato uno scompiglio generale ed una sfiducia globale proprio verso quei due leader (entrambi a rapporto telefonico con il ministro degli esteri Antonio Taiani) che da sempre se le suonano di santa ragione.
E’ vero che questa volta non c’è stata la figura di Nicola Cosentino (Nick ‘o mericano) a tessere la rete ed a tramare l’accordo, ma è proprio la figura di Martusciello che non convince i salernitani e che è mal sopportata dai potenziali elettori forzisti ed anche dai cosiddetti vertici locali del partito di Berlusconi.
E, dunque, si può concludere che per l’ennesima volta la destra salernitana si piega, con tutti gli altri, dinanzi all’eterno sindaco-padre-padrone on. Vincenzo De Luca.
Tutti pecoroni ? Sembra proprio di si, a cominciare dai vertici locali di Forza Italia che inanellano un’altra “figurella”.
Condivido e sottoscrivo quanto scritto dal prof. Aniello Salzano (unica voce dissidente e riferimento provinciale di Popolari e Moderati) in queste ore:
- La moltiplicazione delle liste civiche, cui ormai si assiste da tempo, è dovuta alla perdita di credibilità dei Partiti storici, ridotti sempre di più a Partiti padronali, nei quali non si discute, ma si obbedisce chinando il capo. L’ultimo esempio viene dalla Campania, dove a poche ore dalla presentazione delle liste per le elezioni comunali si obbedisce al diktat piovuto dall’alto e un Partito, Forza Italia, cambia improvvisamente schieramento, senza tenere in alcun conto il parere dei candidati e dei dirigenti locali. E degli elettori ? Chi se ne frega ! … Anche in questo caso la democrazia è stata violata, le regole violentate e le Istituzioni messe letteralmente sotto ai piedi. A ribellarsi poche coscienze, nessuno è davvero insorto, nessuno che si sia appellato ai sacri principi del rispetto del voto dei cittadini, mentre molti hanno fatto la figura dei pecoroni: non hanno neanche belato !