Aldo Bianchini
SALERNO – Sarà perché manca poco più di un anno alle elezioni politiche, sarà perché qualcosa comincia a sfaldarsi nella maggioranza di governo, sarà perchè la premier ormai stanca comincia a battere i primi colpi a vuoto, ma in tutta sincerità la vicenda contorta legata alla preparazione ed all’approvazione del cosiddetto “Dl sicurezza” appare come l’ennesima “trappola amica” sulla via maestra del governo del bel Paese.
Capisco bene che rispetto all’ottobre del 2022 i tempi sono cambiati e che i partiti della coalizione di maggioranza stiano facendo politica per se stessi, ma arrivare a mettere in seria difficoltà la premier on. Giorgia Meloni mi sembra davvero eccessivo ed anche imbarazzante per l’opinione pubblica e per gli elettori di destra in particolare.
Ha detto benissimo Elly Schlein (PD) quando ha affermato che <<E’ il fallimento dell’esecutivo>>, ed io non sono mai stato dolce con la segretaria nazionale democcrat; ma la cosa più preoccupante di questa dichiarazione è la modalità serena e democratica con cui la Schlein ha parlato, non come le tante altre volte ammantata da violenta polemica; forse perché, questa volta in cuor suo sa quello che sta accadendo all’interno della maggioranza di governo e non usa toni polemici.
In tanti mi hanno chiamato per dirmi <<Ma il centro destra ce l’ha qualche costituzionalista di spessore ?>>; sicuramente ce l’ha, ma il problema sta tutto nel fatto del giusto loro utilizzo che almeno fino a questo momento non è stato mai fuorviante.
Anche i bambini delle elementari avrebbero subito capito che dare un premio in denaro agli avvocati capaci di convincere “con le buone” (cioè con qualche decina di euro a mò di elemosina) i loro assistiti a rimpatriare senza fare storie poteva essere, come è stato, fuori dalla grazia di Dio.
Finanche il presidente Mattarella, solitamente equilibrato e studioso, si è incazzato ancor prima dell’approvazione del decreto sicurezza facendo capire all’esecutivo che non avrebbe firmato un bel niente.
E adesso, figurella ancora più brutta, la corsa ad un nuovo mini decreto che abolisca quell’articolo sui “bonus avvocati bravi” e riconduca la legalità nel giusto alveo.
Capisco anche che la classe forense molto spesso va al di là del proprio sacrosanto impegno nella difesa andando alla ricerca di ogni cavillo possibile; ma questa stridente esasperazione del concetto dell’immunità della difesa andrebbe ritoccato diversamente e non con un bonus premiante.
Insomma la maggioranza, anzi la Meloni, si è incartata su stessa ed ogni volta che cerca di dare spiegazioni per riparare l’increscioso errore precipita ancora di più nella non credibilità di una premier che, forse, distratta e stanca sta arrivando trafelata all’importantissimo traguardo delle politiche del 2027.
E l’orizzonte si fa sempre più fosco.