GASPARE RUSSO (1927 – 2026): l’uomo dal multiforme ingegno … una storia

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Potevano essere 99 gli anni vissuti, invece così non è stato; la sorte ha deciso per lui e lo ha spedito in cielo alle soglie dei novantanove anni, cioè il 23 marzo 2026 a 35 giorni dal desiderato traguardo.

Oggi, dunque, avrebbe compiuto i suoi primi 99 anni e si sarebbe incamminato, con la flemma e la serenità che lo ha sempre contraddistinto nel corso di tutta la sua lunga vita fisica e l’altrettanto lunga vita politica che lo ha visto sempre in primo piano, sul palcoscenico della presenza e della pubblica notorietà che gli era sempre piaciuto, e non lo aveva mai nascosto.

Scrivo per ricordare, commosso, la figura dell’avvocato GASPARE RUSSO, a poco più di trenta giorni dalla sua dipartita, notissimo personaggio della politica nostrana, e non solo; l’uomo che in un arco di tempo che va dagli anni 50 fino metà degli anni 90 è stato al centro della politica locale e regionale; è comunque presente nell’immaginario di molti, soprattutto quelli che lo temevano e lo temono ancora, fino alla notte tra il 17 e il 18 gennaio 2001 quando dopo circa sette anni di permanenza nella città delle stelle d’oro e cieli grigi “Parigi”.

E’ stato consigliere comunale, sindaco di Salerno, presidente della CCIAA, presidente della Regione Campania, consigliere nazionale delle FF.SS.; soprattutto grande amico politico di Fiorentino Sullo prima e poi di Ciriaco De Mita, per approdare infine nella corrente andreottiana della DC per guidare lì’on. Paolo Del Mese e per sponsorizzare il figlio Ivo.

Da quel lontano 27 aprile 1927 (giorno della sua nascita nella luminosa Minori della Divina Costiera) sono, quindi, passati ben 99 anni infilati l’uno dietro l’altro con baldanzosa iperattività e pieni di successi personali, professionali e politici; e questo fino a pochissimi anni fa, quando con molta dignità e senso della misura si era quasi ritirato a vita privata nella sua abitazione di sempre che per decenni è stata meta di un pellegrinaggio ossequioso e melenso da parte di tantissimi personaggi pronti a genuflettersi pur di entrare nelle grazie del mitico “Gasparone”, così lo chiamavano quelli che sono stati in maniera quasi permanente nel suo cerchio magico durato ininterrottamente per circa cinquant’anni; un potere assoluto ed indiscusso speso, diceva Lui, sempre per gli altri.

Da giovanissimo editore-direttore di un giornale quindicinale “Orientamenti” (che fu diretto per un breve periodo anche dall’ancora studente Bruno Ravera e con la presenza del compianto sindaco di Pagani Marcello Torre come editorialista sopeciale) seppe entrare in politica a metà degli anni 50 con un viaggio anche a Mosca (insieme ad alcuni altri giovani salernitani) per prendere parte ad un congresso mondiale della gioventù; lui ovviamente in rappresentanza della Democrazia Cristiana.

Qualche mese dopo è già assessore al Turismo e alle Municipalizzate; nel 65 è rieletto e nel 68 diviene presidente della Camera di commercio, un incarico che ha retto fino al 75.

Nel settembre del 70 si ricandida al Comune, stravince e a distanza di qualche mese, dopo aver letteralmente sradicato dal suo trono l’indimenticato Alfonso Menna, è sindaco fino al 74. Da Palazzo Guerra passa a Palazzo Santa Lucia dove fa il presidente della Regione dal 75 al 79 ed anche capo-gruppo della DC.

Negli anni ’80 è a lungo componente del CdA nazionale delle Ferrovie dello Stato e sostenitore di numerosi progetti per il miglioramento e ammodernamento delle tratte ferroviarie meridionali fino a rilasciare il primo vero progetto per la cosiddetta “alta velocità” che soltanto molti anni dopo sarà realizzata anche se in maniera parziale fino ad Afragola (come spesso mi diceva).

Con grande autorevolezza e credibilità è stato capace di spostarsi da “Piazza della Concordia” di Salerno a “Place de la Concorde” di Parigi, passando da Partenopoli (Fiorentino Sullo) a Nusco (Ciriaco De Mita) ed alla Casa Bianca di Pontecagnano (Paolo Del Mese) ed anche da Palazzo Guerra a Palazzo Santa Lucia in cui esercitava per davvero un enorme potere politico.

Il suo amico di tante avventure, il compianto avv. Leonardo Calabrese (che l’on. Ivo –figlio di Gaspare- chiamava affettuosamente “zio Leo”), mi raccontava spesso che quando si trovava davanti al portone della Regione era sufficiente fare il nome di Gaspare perché il portone si spalancasse.

Diverse le date decisive nella vita politica e personale del presidente-sindaco Gaspare Russo:

  • il 19 ottobre 1970, giorno in cui spedì a casa Alfonso Menna;
  • sindaco di salerno dal 19.10.70 al 20.12.74;
  • dal 76 al 79 presidente Regione Campania,
  • anno 1985 primo attacco della magistratura, pm Claudio Tringali, per gli insediamenti industriali del dopo terremoto nella valle del Sele;
  • il 13 maggio 1993, giorno in cui subì il primo e concreto impatto giudiziario e venne raggiunto da ben sette ordinanze di custodia cautelare in carcere alle quali sfuggì dileguandosi nel nulla scendendo da un aereo circondato, addirittura, dai Carabinieri sulla pista di Capodichino mentre tornava da Francoforte;
  • il 13/14 agosto 1994, giorno in cui viene cercato nel convento di clausure di Fisciano;
  • il 27 aprile 1995, giorno in cui sfuggì in maniera rocambolesca alla cattura sugli “Champs Elisèes” di Parigi dove era andato un commando della Polizia (agli ordini del compianto vice-questore Sebastiano Coppola) distratto da una invitante gelateria.

La mia personale frequentazione con Gaspare Russo è stata praticamente inesistente fino a qualche anno fa, poi dal febbraio 2018 al marzo 2020 l’ho incontrato settimanalmente nel suo studio-casa di Via San Giovanni Bosco con l’intento di scrivere articoli, prendere appunti, dialogare a lungo al fine di dedicargli un libro che sto già scrivendo.

Dagli inizi del febbraio 2018, ogni mercoledì, cominciai a frequentare la sua mitica casa-studio di Via San Giovanni Bosco n. 47 di Salerno; mi era stato presentato dal prof. Aniello Salzano il 3 dicembre 2017 in occasione dei funerali del compianto Gelsomino Pantuliano che per anni era stato segretario provinciale della DC..

Avevamo deciso di scrivere un libro sulla sua complessa ed entusiasmante vita personale e politica; poi il covid interruppe le mie visite settimanali. Conservo, comunque, una serie incredibile di appunti e di sue dichiarazioni utili per il libro che, Ivo permettendo, potrebbe ancora essere scritto.

Mi mancano quei pomeriggi intensi di dialoghi e rivelazioni, intervallati dagli splendidi e speciali thè sud-americani che la sig.ra Lucia, sua assistente, preparava in maniera divina accompagnandoli con biscottini di qualità.

Addio presidente; e, dovunque Voi siate, buon 99° compleanno.

 

 

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