Aldo Bianchini
SALERNO – Mancano poco più di venti giorni alle elezioni di maggio e la domanda. L’unica, si fa sempre più pressante: “Ma il vero problema per Salerno è De Luca ?”.
Ovviamente nel dare la risposta ai tanti che telefonicamente mi hanno interpellato posso anche sbagliarmi, ma considerato il fatto che sono stato immeritatamente interpellato come fossi l’oracolo di Delfi rispondo molto convintamente che “De Luca non è il problema di Salerno, lo sono tutti gli altri che in 33 anni non sono mai riusciti a costruire un’opposizione degna di questo nome”.
Anzi proprio io che fin dal 1992 sono stato sempre dall’altra parte della barricata deluchiana, pur riconoscendo al kaimano il valore e l’autorevolezza che spesso ha mostrato di avere, ritorno sul solito argomento della mancanza di volontà di tutti gli altri di creare una vera opposizione nel corso degli anni individuando, semmai ognuno per proprio conto, un leader riconosciuto e condiviso per anni e non soltanto nominato, quando tutto va bene, un paio di mesi prima della scadenza elettorale.
Oltretutto il mitico Vincenzo De Luca sa anche ripresentarsi ogni volta come il nuovo che avanza riuscendo a condizionare le scelte anche di quelli più scettici con le sue apodittiche spiegazioni sui ritardi e sulle manchevolezze delle sue varie amministrazioni; anche quelle affidate prima a Mario De Biase e poi a Enzo Napoli.
Mi dispiace, quindi, contraddire (anche se dolcemente) il mio amico e vero socialista Rino Avella (candidato di Terra Socialista nella lista Alleanza Verdi Salerno a sostegno di Franco Massimo Lanocita sindaco) che, comunque ha postato un bel pensiero su fb affermando che “PSI – De Luca è il problema, non la soluzione”:
- Ordine, sicurezza, pulizia. Ma anche viabilità, vivibilità, commercio e impianti sportivi di quartiere. Dal primo giorno della passata consiliatura ho denunciato lo stato in cui versava e versa Salerno a causa di politiche cieche rispetto alle sue reali esigenze. E’ inconcepibile che il candidato De Luca parli come se non fosse stato finora il dominus, come se non avesse determinato la trasformazione della città negli ultimi anni. Come se le responsabilità di questo evidente declino fossero di tutti tranne che sue. Anche del pauroso calo demografico che certifica il fallimento del ‘suo’ PRG secondo le cui originarie previsioni la popolazione avrebbe dovuto raggiungere velocemente la quota di 180.000 residenti. Invece si circonda e ripropone nelle sue liste chi in questi anni ha fallito, come se nulla fosse cambiato e senza assumere paternità degli errori commessi. Tutto ciò lascia perplessi: De Luca riconosce problemi evidenti, ma omette le cause, continuando a dare spazio alle stesse dinamiche e alle stesse persone che li hanno generati. Se stesso compreso. Sono situazioni conosciute a Salerno, che alimentano sfiducia e rabbia tra i cittadini perché danno l’idea di un sistema chiuso dove contano più le conoscenze che le competenze. E invece proprio adesso ci sarebbe bisogno di trasparenza, serietà e rispetto delle regole. Serve coerenza tra le parole e le scelte, altrimenti tutto rischia di restare solo propaganda. Continuare a far finta di niente significa solo peggiorare le cose e allontanare ancora di più le persone dalle istituzioni. De Luca di quale cambiamento parla?
E sempre su fb al consigliere uscente Rino Avella gli ha fatto eco anche un altro socialista verace come Valerio Casilli (ispiratore nei primi anni ’90 del famoso progetto dell’albergo a sfondo pubblico che doveva sorgere sulle rovine della ex Marzotto e che, invece, è finito poco più in là su un terreno privato <ex Scarlato> e che i suoli della Marzotto sono finiti nelle mani di una grande speculazione edilizia privata (ex F.lli Rainone>):
- De Luca presenta addirittura 6 o 7 liste . In una citta’ di poco più di 100000 elettori oltre 200 candidati per testimoniare 33 anni di potere assoluto, di egemonia senza freni, con i risultati scadenti di cui parla il compagno Avella, che si sta sacrificando come candidato alternativo in questa durissima battaglia. Rilevo soprattutto, la fuga generalizzata dei nostri giovani salernitani, costretti ad andarsene fuori da Salerno per lavorare, o anche nelle citta’ satelliti per trovare casa. Le sue liste , tutte, comprese quelle sedicenti socialiste dell’avvocato di Polla, sono la faccia civica dei poteri forti: costruttori, boss della portualita’, imprenditoria privata della Sanita’ e così via. Sono tutti li. Peggio della peggiore DC degli anni 60. Combattiamo con la cavalleria contro i panzer. Ma il Vietnam dimostra che si puo’ vincere anche contro i colossi. Noi, TS e RS da soli, daje compagni💪 F.to Valerio Casilli
Tutto condivisibile, per carità, anche se sullo sfondo rimane il grosso rimpianto di non aver saputo creare un’alternativa anche con una lista autonoma del PSI (come fece l’ex senatore ed attuale sindaco di Bracigliano, dr. Gianni Iuliano, che nel 1997 alle amministrative di Salerno, De Luca candidato sindaco e uscente, promosse una lista socialista autonoma, il SI, con il compianto Americo Giudice candidato sindaco che fu eletto in Consiglio.
Non condivido l’ultima cosa. La lista del SI venne preparata e completata presso lo studio di Gianni Iuliano in cinque giorni di duro lavoro. Antonio Tomasiello, io, fu colui che fece quasi tutto; raccolta di firme, accettazione di candidature, compilazione e presentazione della lista in punto a mezzogiorno. In verità dico che nessuno intervenne per terzi interessi. Il candidato sindaco, l’amico Americo Giudice, accettato da tutti e raccomandato da nessuno. Potete chiedere a Gianni iuliano.